Campo di battaglia

Campo di battaglia

 

Un tremolio intorpidisce le membra,
il vento da ovest spira leggero.
Sulla terra arida e
sterile
la spada si è inginocchiata.
Mi guardo attorno,
laddove interminate schiere
si stagliavano,
marciando in danze sfrenate e
gridando un’aria gentile,
adesso un coro di sanguinanti,
tormentati corpi
intona un inno per le
ulcerose piaghe.
È caduto il bardo,
il cui canto ha acceso
l’umano dubbio.
La rapida freccia ha trafitto
chi neppure la nera peste trasse via da
Vita.
Morte
colse il principe,
condottiero sommo e valoroso,
il cui sangue grondante
è nutrimento per un verde
germoglio,
l’ultimo ricciolo
della spenta chioma
che illumina il deserto.

Andrea Ceredani
Classe 5D – Liceo Classico “Galileo” di Firenze

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