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Da una melma di milioni turbinanti
astri tasto dopo tasto sgravarsi,
nel vento di primordial armonia,
luce per lucidi atomi di bene,
sorse Terra, altrice di doni puri.
Corre rapida la gazzella, impresse sul fango
le zampe, la lingua strascica sulle
aride crepe. Affannoso spira sul gozzo
il fiato che brama l’atterrita carne.
Quali nerborute asce che piombano
su legno di frassineo splendore, inesorabili
le aguzze zanne affogano in vivida polpa.
Del corpo esanime la gazzella
acquieta al giaciglio le membra.
La culla accolse il lamento dolce,
che la lenta melodia placò in torpore.
Ninna nanna intonava la madre.
Immobile, sommessa e tremante
mormorò la nenia.
Seduta. Sul volto. Dagli occhi.
Rapide e sterminate sgorgavano
lacrime
cavate, trascinate, seviziate, sgozzate, dilaniate
dal ? che mosse il Sole e l’altre stelle.
Andrea Ceredani
Classe 5D – Liceo Scientifico “Galileo” di Firenze

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