Perché sparirono i dinosauri? La risposta è nel Golfo del Messico

Giulio Bacci
Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze

 

Sono iniziati gli scavi nel cratere di Chicxulub, nel Golfo del Messico, con il meraviglioso fine di sciogliere segreti e misteri dell’asteroide che 66 milioni di anni fa sterminò i dinosauri. Serviranno due mesi di lavoro per realizzare il pozzo di 1500 metri di profondità, distante 30 km dalle coste del Messico, che servirà per prelevare campioni di roccia dal cratere: grazie a questi dati, per la prima volta, si riuscirà a ricostruire dinamica ed effetti dell’impatto. Oltre a questo, la spedizione di prefissa come obiettivo anche di sapere se dopo l’impatto devastante qualche specie si è stabilita sulle rocce del cratere, e magari se qualcuna lo abita tuttora. Non a caso, Joanna Morgan, che partecipa al progetto spiega che “sulla Terra primordiale vi furono impatti anche più eclatanti di questo” e che “probabilmente la vita ebbe origine in crateri simili”. Il cratere che verrà a breve esaminato è l’unico che ha sicuramente avuto ripercussioni su una distruzione di massa ed un anello di detriti, secondo una struttura simile a quella che hanno prodotto l’impatto di crateri su Luna e Marte. I nuovi dati faranno capire se il cratere (14 km di diametro) abbia scavato la superficie per 20-30 km di profondità, facendo sì che le rocce si fondessero e fossero scagliate fino a 10 km d’altezza, dando vita poi, precipitando, all’anello di detriti. 10 milioni sono stati sborsati dall’Ecord per la realizzazione del progetto, coordinato da prestigiose università di USA, Messico ed Inghilterra. Per riuscire a trivellare si farà uso di una speciale piattaforma, utilizzando l’imbarcazione Myrtle, che verrà ancorata a tre pilastri sul fondo dell’oceano. Sicuramente, la sfida per i ricercatori è intrigante ed affascinante, tra difficoltà che decisamente valgono la candela. Sono certo, infatti, che sono tanti nel mondo a voler avere maggiori certezze e meno misteri su un evento che ha cambiato per sempre la storia del nostro pianeta.

Giulio Bacci
Classe 2D – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze