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La confessione di Marina Abramović: ha abortito tre volte

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Roma – La sacerdotessa dell’arte contemporanea Marina Abramović torna a far parlare di sé e stavolta non per una performance. L’artistar serba naturalizzata statunitense ha infatti rilasciato una dichiarazione shock al Tagespiegel.Ho avuto tre aborti, ognuno ha un’energia limitata, io avrei dovuto dividerla”, ha detto l’Abramović, che non ha perso tempo e ha aperto un dibattito di genere: “Questo è il motivo per cui non ci sono tante donne di successo quanti sono gli uomini nel mondo dell’arte. Ci sono tantissime artiste di grande talento. Ma perché sono i maschi ad occupare le posizioni di maggior rilievo. Semplice! Amore, famiglia, bambini – una donna non vuole sacrificare tutto questo”. La notizia è stata subito ripresa dal Guardian e sta ora facendo il giro del web. L’artista quasi settantenne ha parlato delle sue interruzioni di gravidanza volontaria con consapevolezza e senza troppi giri di parole e la cosa non dovrebbe sorprendere chi da sempre ne conosce i lavori. Per tutta la vita Marina Abramović si è sottoposta a prove estreme di resistenza fisica e psichica, facendone il marchio di fabbrica della sua produzione. C’è però chi non perde tempo e pronuncia sentenze velenose, chi si sente ferito e apre le polemiche. Ma cosa bisogna aspettarsi da un’artista provocatoria? La “Grandmother of performance art” si racconta con la libertà e l’autenticità che caratterizzano le sue opere. Anche se a parole, l’Abramović continua il suo lavoro, un lavoro sull’esplorazione della relazione tra artista e pubblico. Perché chiederle altro? Il dibattito può diventare un’opportunità, può trovare risposte di donne e uomini di talento, perché il problema di genere è ancora un must in molti ambienti e in tanti paesi. Si può non essere d’accordo, ma deve essere ben chiaro che le parole di Marina Abramović non sono un appello a donne e famiglie, sono un vissuto e molto probabilmente una sana provocazione che toccherà più di qualcuno.