Scuola. Giannini: l’obiettivo è incentivare la cultura ‘Big Data’

stefania gianniniROMA – Una raccolta dati così estesa da richiedere tecnologie specifiche per la loro gestione e utilizzo. Questi sono i ‘Big Data’ il cui rapporto del gruppo di lavoro del Miur è stato presentato ieri nella sede del Ministero a viale Trastevere. Una delle proposte avanzate nel rapporto è quella di inserire moduli di ‘Data Science’ in tutti i corsi di studio universitari.

Puntare sulla diffusione della cultura dei dati a scuola e nelle università

Un’opportunità, quella di incentivare la diffusione della cultura dei dati a scuola e nelle università, “che coglieremo al volo e che costituirà un nostro obiettivo”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini presente alla conferenza stampa al Miur insieme al presidente del Crui, Gaetanp Manfredi.

“Colgo alcuni punti importanti- ha aggiunto il ministro- quello di incentivare il mondo della formazione universitaria a sviluppare nella piena autonomia specializzazione e diffusione della cultura dei big data. E’ un approccio ormai ineludibile per qualsiasi tipo di laureato. Mi pare si parta da una base solida, sono già 33 quindi un terzo delle università italiane che si sono attivate in merito. La scuola in Italia ha il suo percorso molto avanzato di diffusione della ‘cultura del dato’ e sono stati fatti molti passi avanti in questa direzione nell’ambito del piano nazionale di scuola digitale e con il coding”.

Infine, grazie ai big data “si potranno così gestire al meglio i flussi di dati del Miur sia internamente sia per metterli a disposizione di altri ministeri e della società. Superare dunque la logica dei silos per arrivare a quella dei flussi integrati”.