Perseidi, in arrivo le Lacrime di San Lorenzo. Ecco come e quando osservarle

Perseidi, in arrivo le Lacrime di San Lorenzo

Come ogni anno si rinnova l’appuntamento con il cielo d’agosto e le sue stelle cadenti, conosciute come le Lacrime di San Lorenzo, le Perseidi sono uno sciame meteorico che delizia gli occhi del mondo nelle notti d’estate. Come osservare le Perseidi
 
Il nome delle Perseidi deriva dalla posizione occupata nel cielo dal radiante, ossia il punto dal quale prospetticamente le meteore sembrano scaturire: in questo caso, esso si proietta in direzione della costellazione di Perseo, celebre protagonista del firmamento autunnale.
Tuttavia, le meteore appaiono in tutto il cielo: ripercorrendo idealmente all’indietro le scie delle Perseidi, esse convergerebbero proprio nel radiante, la cui posizione è moderatamente variabile nel corso dei giorni.

 stelle cadenti

Lacrime di San Lorenzo: perché questo nome?

La tradizione collega il fenomeno al martirio di San Lorenzo, che secondo la tradizione arse sulla graticola nel 258, la cui ricorrenza  si celebra proprio il 10 agosto e da cui deriva il nome popolare dello sciame; tuttavia, esso è attivo per molti giorni intorno al vero picco di visibilità, che cade al giorno d’oggi tra il 12 e 13 agosto.
Al massimo si possono osservare mediamente fino a 100 meteore per ora, a patto di osservare nella seconda parte della notte. Idealmente, le osservazioni vanno condotte da un luogo buio, poiché la luce artificiale abbatte drasticamente il numero di meteore visibili.
Non sono necessari telescopi o altri dispositivi, poiché l’occhio nudo è senza dubbio ideale per cogliere il guizzo improvviso di tali scie luminose, grazie alla visione panoramica naturale.


Come osservare le Lacrime di San Lorenzo, lo sciame delle Perseidi

Quest’anno, come il 2015, può essere davvero definito come una buona annata“, ha spiegato Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. “Ad aiutarci – ha precisato – sarà la concomitanza di due fenomeni: il primo è dovuto alla Luna, avversaria giurata delle stelle cadenti, che in quei giorni sarà nel primo quarto e tramonterà presto lasciando campo libero; l’altro è dovuto a Giove che dovrebbe sospingere verso la Terra un maggior numero di detriti cometari, quelli da cui si originano le meteore“.
stelle cadenti

Conto alla rovescia dunque per lo spettacolo delle stelle cadenti di San Lorenzo, il picco è previsto nella notte tra l’11 e il 12 agosto. Complice la quasi mancanza della Luna e una spinta da Giove, si prevede un’annata eccezionale, con un numero di meteore che secondo alcune stime potrebbe arrivare al doppio di quelle degli anni ‘standard’. A far da cornice alle meteore anche una congiunzione a tre con Marte, Saturno e Luna.
Il massimo è previsto tra le 15:00 e le 17:30 del giorno 12 agosto, dunque le prime ore del 12 e del 13 agosto saranno ideali per le osservazioni: in entrambi i casi, infatti, la Luna non interferirà.

VIRTUAL TELESCOPE –  l’osservazione ad occhio nudo è senza dubbio la migliore, mentre è importante scegliere un sito osservativo il più lontano possibile dall’inquinamento luminoso, vero nemico dell’osservazione del cielo e disastrosa evidenza di un immenso spreco di energia elettrica.
Il massimo di attività è previsto per il 12/13 agostospiega Gianluca Masi del Virtualtelescopema alcune previsioni indicano come possibile un “outburst”, ossia un picco di attività inusuale, nelle prime ore italiane del 12 agosto. Potrebbe essere il momento in assoluto migliore“.

Se le previsioni si riveleranno giuste, dunque, potremo ammirare fino a 200 meteore all’ora in condizioni di cielo perfette, sereno e lontano da fonti di inquinamento luminoso.

Ripresa fotografica
Chiunque disponga di una fotocamera capace di esposizioni relativamente lunghe può tentare, senza difficoltà, la ripresa delle Perseidi più brillanti. Le probabilità di successo dipendono da svariati fattori, come l’area di cielo inquadrata nella ripresa, la luminosità dell’obiettivo impiegato, la sensibilità ISO adottata.

Maggiore è il campo inquadrato, maggiori saranno le possibilità di intercettare la traccia di una meteora. Ottimi in tal senso gli obiettivi super grandangolari (con focale inferiore ai 20mm) e gli obiettivi “fish-eye”, specie se di buona luminosità (più aperti di f/4). Utile impostare sulla fotocamera sensibilità pari a 800/1600 ISO, compatibilmente con il rumore della fotocamera. Si raccolgono così immagini in sequenza, ciascuna con esposizione di 30/60 secondi (verificare il grado di annerimento del fondo cielo, dipendente dal locale inquinamento luminoso), magari puntando in direzione del radiante.


Lo sciame delle Perseidi è originato dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862. Fu proprio l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli (il “padre” dei canali di Marte) a stabilire, nel XIX secolo, una connessione tra le meteore e la cometa indicata, meccanismo questo di interesse generale per gli sciami.
Il fenomeno si verifica proprio quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella della cometa in questione, “tuffandosi” così nella nube di polveri seminata da quest’ultima lungo il proprio percorso attorno al Sole. Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, si incendiano, lasciando così nel cielo la caratteristica scia.
Questo svela perciò che a “cadere” non sono affatto le stelle, piuttosto le briciole della cometa citata. La Swift-Tuttle è un astro chiomato periodico, che ritorna ogni 135 anni circa. L’ultimo passaggio risale al 1992.
Tutti gli aggiornamenti sulle Perseidi su www.perseidi.it

In occasione di questa attesa doccia stellare il Movimento turismo vino, con la collaborazione della Uai (Unione astrofili italiani) ha organizzato “Notti delle stelle-Calici stelle“, un’iniziativa che unisce astronomia ed enogastronomia con appuntamenti in diverse parti d’Italia.

Ma quelle di San Lorenzo non sono le uniche “lacrime” del cielo estivo. Le Perseidi si incrociano con altri sciami meteorici minori: le Delta Aquaridi, attive dal 12 luglio al 23 agosto, le Kappa Cignidi (dal 6 al 31 agosto) e le Aurigidi (dal 29 agosto all’8 settembre). Tutte però più difficili da osservare, con radiante nelle rispettive costellazioni.