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Giovani e agricoltura. Terra dei fuochi? No Terranostra. A Casoria il verde autogestito

ROMA – In Italia cresce l’interesse dei giovani per l’agricoltura e si moltiplicano le iscrizioni ai corsi di agraria. Chi sono i ragazzi del cosiddetto ritorno alla terra? Diregiovani ha incontrato alcuni di loro. Oggi tocca a quelli del ‘Terranostra’ di Casoria. Il nome dello spazio gestito da un collettivo della cittadina in provincia di Napoli, in quella che il Paese conosce come “terra dei fuochi”, suona come una dichiarazione d’intenti.

Terranostra, il terreno occupato un anno fa

Il terreno è stato occupato circa un anno fa da un gruppo di attivisti. I circa quattro ettari facevano parte di un ex-deposito militare di carburante abbandonato da oltre 20 anni. Oggi, i ragazzi di ‘Terranostra’ curano il prato e gli alberi da frutta, hanno aperto una pista campestre e piantato dei pioppi, che per le loro particolari proprietà depurative potranno garantire la salubrita’ del terreno.

La birra artigianale ‘Clandestina’, i succhi di frutta, le tisane sono tra le produzioni del collettivo, spiega a Diregiovani Francesco, giovane impegnato nell’iniziativa, che ricorda anche come il bar interno all’area sia “completamente privo di prodotti industriali”.

“Terranostra mi ha molto appassionato ed entusiasmato- racconta invece Alessandro, classe 1987, a Diregiovani- perché la vedevo come la realizzazione di un piccolo sogno che avevo da anni: coltivare la terra insieme a una comunità di persone sensibili, che fossero a conoscenza dell’importanza della sovranità alimentare e delle agricolture sostenibili, alla periferia di Napoli, in un’area dove sono cresciuto senza mai vedere quel passato contadino di cui mi hanno raccontato”.

Casoria è stata una zona agricola, legata soprattutto alle piantagioni di canapa. Poi, dagli anni 60, l’esplosione demografica e la cementificazione ne hanno fatto una città-dormitorio. Mentre i pioppi fanno il loro lento lavoro, nel centro sociale si organizzano anche mercatini, iniziative culturali e incontri. Nonostante le difficoltà, Terranostra rimane, per Alessandro, “un angolo sopravvissuto alla lobby immobiliare che è tra i poteri forti di Casoria”.

Qui i ragazzi hanno pochi luoghi di ritrovo, spiegano ancora gli intervistati: “Dove possiamo andare, oltre che al Terranostra? O in giro sui motorini o all’UCI Cinema, un’area in mezzo ai centri commerciali”.