Atlas V porta in orbita OSIRIS-REx. Prima fermata asteroide Bennu nel 2018 [VIDEO]

OSIRIS-REx: lancio riuscito

“Riporteremo a casa tesori per l’analisi scientifica” – Cape Canaveral ore 01.05 in Italia – lancio perfetto per Atlas V, nella configurazione 411 (con un solo booster). 

OSIRIS-REx: lancio riuscito

OSIRIS-REx: lancio riuscito


OSIRIS-REx: lancio riuscito – La mano dell’uomo oltre l’esosfera, attraverso il cosmo, per prendere un pizzico di quella materia primordiale capace di svelare le origini dell’universo. Il piano di volo prevede che la sonda raggiunga l’asteroide 101955 Bennu entro il 2019, che gli orbiti attorno per un periodo di 6 mesi utilizzando i suoi strumenti per studiarlo, e infine che  rimbalzi sulla sua superficie prelevando un campione da portare a Terra nel 2023

Missione Osiris-Rex: la NASA “tocca” l’origine dell’Universo [VIDEO]

OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretations, Resource Identification, Security – Regolith EXplorer), la missione NASA selezionata nell’ambito del programma New Frontiers che promette di riportare a Terra il primo campione di un asteroide prelevato “in vivo”, è ufficialmente partita.


MEDIA INAFJohn Robert Brucato, Sample and Contamination Control Scientist della missione. È coinvolto negli strumenti OVIRS (OSIRIS-REx Visible and IR Spectrometer) e OTES (OSIRIS-REx Thermal Emission Spectrometer).

Le analisi dei campioni che saranno prelevati dall’asteroide Bennu da OSIRIS-REx ci permetteranno di capire per la prima volta quale è l’origine della materia organica che più di quattro miliardi di anni fa, cadendo sulla Terra, ha dato l’avvio alla nascita della vita sul nostro pianeta“, sottolinea Brucato. “Bennu è un asteroide primitivo ricco di carbonio rimasto praticamente inalterato dalla formazione del Sistema solare che ha, quindi, mantenuto il materiale di cui è composto nello suo stato originario. La Terra di contro, così come gli altri pianeti del Sistema solare, attraverso i processi geologici, ha cancellato, differenziandosi, tutte le tracce del materiale da cui si è formata, rimescolando tutti gli elementi chimici. Nei 60 grammi di materia che avremo recuperato nel 2023 saranno contenuti, dopo essere stati sintetizzati dalle stelle e disseminati nello spazio, tutti gli elementi chimici presenti nel Universo. Tutta la nostra storia sarà raccolta sul palmo della mano e richiederà solo di essere decifrata utilizzando i migliori strumenti di analisi disponibili oggi nei laboratori di tutto il mondo“.


“OSIRIS-REx è una missione estremamente ambiziosa, che ci permetterà di aprire un nuovo capitolo nello studio del materiale primordiale del Sistema solare”, spiega Elisabetta Dotto a Media Inaf. “Per la prima volta potremo analizzare direttamente il materiale che compone uno degli asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta e investigare i meccanismi che ne guidano l’evoluzione fisica e dinamica. I dati acquisiti ci permetteranno inoltre di far luce sui processi che hanno governato le prime fasi di formazione del nostro sistema planetario”.

Il piano di volo prevede che la sonda raggiunga 101955 Bennu, precedentemente noto come ((101955) 1999 RQ36), indicativamente nel 2019; dopo sei mesi trascorsi in orbita attorno all’asteroide, la sonda preleverà un campione dalla sua superficie che porterà sulla Terra nel 2023.


Strumentazione scientifica di OSIRIS-REx

OSIRIS-REx è dotata dei seguenti strumenti scientifici:

  • OSIRIS-REx Camera Suite (OCAMS) indica il sistema di fotocamere della sonda; si compone a sua volta di tre strumenti principali:
    • PolyCam – fotocamera associata ad un telescopio di 8 pollici di diametro; sarà utilizzata per l’acquisizione delle immagini nella fase di avvicinamento all’asteroide e, successivamente, per quelle ad alta risoluzione della superficie
    • MapCam – sviluppata allo scopo di individuare eventuali satelliti presenti o fenomeni di sgasamento (outgasing) dalla superficie
    • SamCam – riprenderà in modo continuo il recupero del campione dalla superficie dell’asteroide
  • OSIRIS-REx Laser Altimeter (OLA) è un altimetro laser e sarà utilizzato per ottenere una mappa topografica completa della superficie dell’asteroide
  • OSIRIS-REx Visible and IR Spectrometer (OVIRS) è uno spettrometro operante nelle lunghezze d’onda del visibile e dell’infrarosso.
  • OSIRIS-REx Thermal Emission Spectrometer (OTES) è un secondo spettrometro, operante nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso termico
  • Regolith X-ray Imaging Spectrometer (REXIS) è uno spettrometro operante nei raggi X
  • Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism (TAGSAM) è il sistema di raccolta del campione dalla superficie dell’asteroide.

OSIRIS-REx pronto al lancio (2)


OSIRIS-REx pronto al lancio (7)L’asteroide Bennu, obiettivo della missione OSIRIS-REx

101955 Bennu è un asteroide Apollo del Sistema solare. È stato scoperto l’11 settembre 1999, nell’ambito del programma LINEAR.

Le sue caratteristiche spettrali ne permettono la classificazione tra gli asteroidi carbonacei di tipo B.

L’asteroide ha una forma sferoidale con un diametro medio di 560 metri. È stato estensivamente osservato attraverso i radiotelescopi di Arecibo e di Goldstone.

È stato selezionato quale obiettivo della missione OSIRIS-REx della NASA che prevede, tra le altre cose, il recupero di campioni dalla superficie dell’asteroide ed il loro trasporto a Terra. Il lancio è previsto per il 2016, l’arrivo sull’asteroide per il 2020 ed il ritorno dei campioni a Terra per il 2023.

Inizialmente identificato con la designazione provvisoria 1999 RQ36, nell’aprile 2013, a seguito della scelta di porlo come obiettivo della missione OSIRIS, ha ricevuto la denominazione definitiva con riferimento all’omonima divinità minore egizia.


Il viaggio di OSIRIS_REx

Il viaggio di OSIRIS_REx è iniziato dalla piattaforma di Cape Canaveral alle 01.05 italiane di oggi venerdì 9 settembre a bordo del vettore Atlas V. Il razzo accompagnerà nello spazio la sonda, che una volta immessa sulla rotta giusta proseguirà la sua crociera di 2 anni in solitaria.

OSIRIS-REx pronto al lancio (3)

La sua missione sarà mappare in dettaglio la superficie del corpo celeste per predisporre l’atterraggio, sbarcare e prelevare fino a circa 60 grammi di materiale e infine riportare il campione collezionato sulla Terra, dove sarà analizzato e studiato.

Secondo i piani, il primo step di missione sarà produrre 4 diversi tipi di mappe che insieme comporranno un modello 3D dell’asteroide e serviranno a garantire nel 2020 il successo della fase due della missione: la manovra TAG-SAM, che sta per Touch And Go e Sample Acquisition Mechanism.

Individuato il sito del prelievo –  un’area ampia circa 50 metri, che sarà scelta dagli scienziati con l’obiettivo di massimizzare il ritorno scientifico minimizzando i rischi di impatto per il veicolo – OSIRIS-REx dispiegherà un braccio robotico e si avvicinerà lentamente a Bennu, fino a che l’estremità dello strumento non riuscirà a rubare un ‘bacio fugace’ alla superficie del corpo celeste.

Sarà in quei brevissimi 5 secondi che la sonda dovrà catturare il suo ‘pezzo’ di asteroide. E di lì iniziare il viaggio di ritorno verso casa, mentre alla NASA comincerà l’attesa. Per aprire la capsula del tempo di OSIRIS-Rex bisognerà infatti pazientare fino al 2023


OSIRIS-REx ha utilizzato un razzo Atlas V in una configurazione di lancio molto particolare, la 411: il razzo è dotato di un fairing del diametro di quattro metri, uno stadioOSIRIS-REx pronto al lancio (6) superiore Centaur con un solo propulsore (terza cifra) e un solo Solid Rocket Booster laterale, che ha reso alquanto asimmetrica l’apparenza del razzo.

La presenza di un solo booster solido e il conseguente sbilanciamento di spinta renderanno necessaria una continua compensazione da parte del RD-180, il motore del primo stadio, che grazie al meccanismo di controllo della spinta sarà in grado di garantire comunque un decollo sulla verticale.


font di riferimento: ASI NASA WIKIPEDIAOSIRIS-REx pronto al lancio (1)