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Il punto sulla Serie A: tra lampi e acquazzoni, copione rispettato

serie-a-il-puntoROMA – Lampi (di genio) al sabato, acquazzoni e nuvoloni la domenica. No, non è uno dei consueti bollettini delle previsioni del tempo, ma solo la descrizione, in breve, della terza giornata di Serie A.

Serie A, sabato con i lampi

Partiamo dai lampi: come altro definire le giocate del più conteso argentino degli ultimi tempi, quel Gonzalo Higuain al suo esordio dall’inizio con la casacca bianconera, che nel giro di dieci minuti stende un Sassuolo salito a Torino forse un po’ troppo pieno di sé? Due destri e gli emiliani freschi di battesimo europeo crollano al tappeto. Altra nota lieta: prima grande prestazione e primo sigillo per Miralem Pjanic, con Allegri che però raccomanda maggior concentrazione e cattiveria in vista dell’esordio Champions di mercoledì contro il Siviglia. Ancora lampi del sabato sera: quelli del Napoli di Sarri che per un tempo si specchia e si irretisce nella malinconie del bomber che fu, salvo poi entrare in campo e liquidare il tristissimo Palermo con tre gol in venti minuti (seconda doppietta consecutiva per Callejon), sorretto e sostenuto da capitan Hamsik, fresco di rinnovo quadriennale che niente non è. Dunque, copione rispettato e tre punti in cascina per entrambe le compagni.

Serie A, domenica bagnata e allagata

Ed eccoci agli acquazzoni domenicali: totale, quello che si riversa su Genova e sul “Ferraris”, parziale quello che si accanisce su Roma e sull’impianto di Viale dei Gladiatori. Se Genoa e Fiorentina,serie-a-il-punto-acqua dopo averci provato, vengono fermate da una quantità di acqua che solo a Genova sa cadere (Samp e Genoa sono le squadre italiane che hanno subito più interruzioni causa maltempo, ndr), Roma e Sampdoria rimangono negli spogliatoi per un’ora e dieci. Tanto passa, infatti, tra la prima frazione, vinta dai liguri per due reti ad una, e sferzata da una pioggia sempre più incessante, e la ripresa, che vede i giallorossi di Spalletti, prima pareggiare con il bosniaco Dzeko, e addirittura prendere l’intera posta in palio grazie a un calcio di rigore (il quarto in tre giornate), trasformato da Totti, come da manuale. Olimpico in delirio, la Sampdoria schiuma rabbia tanto che il patron Ferrero promette un lavoro al centravanti bosniaco, reo di aver accentuato il contatto in area (“Ora lo prendo a fare l’attore, perché è un grande attore. Dzeko lo porto con Paolo Villaggio: facciamo Fantozzi 7, la vendetta”, come riporta repubblica.it). Sotto un sole che fa notizia a Milano, si scioglie invece il Milan di Montella, colpito sul finire dalla solita sparagnina Udinese: fischi a scena aperta contro la nuova proprietà cinese, neanche fosse il loggione della Scala.

Serie A, se Atene piange…

Se Atene piange, stavolta Sparta ride: pur tra mille difficoltà, l’Inter di De Boer sbanca Pescara grazie alla doppietta nel finale del suo capitano, Maurito Icardi, troppo spesso sottovalutato circa la sua capacità di caricarsi i nerazzurri sulle sue spalle nei momenti che contano. L’umanità si farà una ragione delle vittorie del Bologna (sul Cagliari) e dell’Atalanta (sul Torino), mentre a qualcuno potrebbe interessare capire come mai la Lazio, contro un Chievo ordinato ma nulla più, non tiri in porta per tutta la prima frazione, e riagguanti la partita solo grazie al guizzo del figliol prodigo Keita, ragazzo complicato ma dall’indiscusso talento, in veste di assist man. Nell’attesa di una risposta che non arriverà, appuntamento alla prossima giornata di campionato. Ora sotto con l’Europa, nella speranza che le italiane arrivino in fondo. Quanto in fondo? Chi lo sa: d’altronde, non è vero che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere?