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Argentina, scoperto meteorite gigante: pesa 30 tonnellate

ROMA – E’ stato chiamato Gancedo, come la vicina città in cui è stato scoperto, il secondo meteorite più grande rinvenuto sulla Terra.
La roccia spaziale di circa 30 tonnellate (30.800 kg) è stata scoperta a Campo del Cielo, della provincia del Chaco in Argentina, e sembra aver colpito il nostro pianeta circa 4000 anni fa.

In confronto Hoba, il meteorite più grande del mondo rinvenuto nel 1920 in Namibia, pesa 60 tonnellate (66mila kg circa).

meteorite gancedoIl meteorite Gancedo

Gancedo è stato scoperto il 10 Settembre 2016 da un team di esploratori dell’Associazione di Astronomia del Chaco (Asociación de Astronomía del Chaco).
Il sito del ritrovamento si trova a diversi chilometri a sud della città di Gancedo, nel sud-ovest della provincia di Chaco.

La scoperta è stata fatta nella zona conosciuta come Campo del Cielo, dove circa 4.500 anni fa, una pioggia di meteoriti provenienti da un unico corpo, cadde sulla Terra.

La fornitura di macchinari da parte della città di Gancedo ha reso possibile l’estrazione della roccia, rischiosa a causa della presenza di acque sotterranee.
Per queso i suoi scopritori hanno deciso di battezzare il meteorite con il nome della città che ha contribuito alla sua estrazione.

Gancedo dovrà subire diverse analisi prima di essere nominato ufficialmente secondo meteorite più grande scioperto sulla Terra.
Si contende il psto con un “fratello” El Chaco, anch’esso parte della pioggia rocciosa di Campo del Cielo, con un peso stimato di circa 37mila kg.

meteorite hobaIl meteorite Hoba

Nessuna roccia spaziale ha messo in pericolo il titolo di meteorite più grande del mondo appartenente a Hoba.

Scoperto nella regione di Otjozondjupa della Namibia, le sue dimensioni incredibili di 66.000 kg sono ben lontane dall’essere superate.

Si crede sia piovuto sulla Terra  circa 80.000 anni fa, e la sua età è stata stimata essere compresa tra 190 milioni e 410 milioni di anni.

Michael Hanssen, un contadino proprietario della fattoria di Hoba West, si imbattè casualmente nella roccia spaziale con il suo trattore nel 1920.

Campo del Cielo

Un nome, una garanzia per il luogo surreale sede di almeno 26 crateri meteorici.
Si stima che circa 100 tonnellate di detriti spaziali siano stati scavati dal sito fino ad oggi.

La pioggia ebbe luogo almeno 4000 anni fa da un asteroide di circa 800 tonnellate in orbita nella Fascia principale degli asteroidi tra Marte e Giove.

Gancedo sarà ora sottoposto una serie di test, in primo luogo per confermare il suo peso, e soprattutto, per confermare il suo status di meteorite.

Quanti meteoriti cadono sulla Terra?

Il sistema solare è casa di detriti di ghiaccio e rocce in orbita intorno al nostro Sole.
Occasionalmente questi vengono abbastanza vicino alla Terra interagendo con la nostra atmosfera.
Il più delle volte provocano una striscia di luce nel cielo, ma in altri casi riescono a raggiungere la superfice: questi sono noti come meteoriti.

Possono variare nel formato, da minuscoli granelli a grossi massi, e formare crateri d’impatto quando colpiscono la superficie ad una velocità compresa tra 43mila e i  70 mila km orari.

Gli scienziati ipotizzano che un meteorite di 30-50m in grado di formare un cratere di 1km, cade sulla Terra una volta ogni 1000 anni.

Tuttavia, l’ultimo impatto di queste dimensioni che conosciamo ha avuto luogo 55.000 anni fa.

meteorite di sylacauga

Meteorite di Sylacauga

I meteoriti più celebri

La mattina del 15 febbraio 2013, nella regione a sud degli Urali, in Russia un meteoroide di circa 15 metri di diametro e una massa di 10.000 tonnellate colpì l’atmosfera ad una velocità di circa 44 volte quella del suono frantumandosi nel cielo della città di Chelyabinsk.
La meteora di Chelyabinsk esplose ad una cinquantina di km sopra la città, generando energia pari a circa 500 chilotoni (la bomba atomica di Nagasaki aveva una potenza compresa tra 10 e 30 kt), causando danni indiretti dovuti alle onde d’urto generate dall’esplosione.
La potente onda d’urto prodotta dall’impatto disintegrò le finestre delle abitazioni, e i vetri finirono per ferire circa 1200 persone, tra cui 159 bambini.

La maggior parte della meteora vaporizzò durante l’esplosione, e solo pochi frammenti raggiunsero la superficie.

Il più grande di questi, dal peso di oltre 570 kg, venne ripescato nel lago Čebarkul.

L’evento suscitò clamore mondiale: era la prima volta che un oggetto celeste causava – seppur indirettamente – danni di questa portata in centri abitati.
Non si contano le volte che corpi spaziali siano riusciti ad oltrepassare l’atmosfera terrestre, ma nella maggior parte dei casi, sono precipitati in acqua o in regioni disabitate.
65 milioni di anni fa, un oggetto, probabilmente una cometa, ha colpito la costa messicana innescando un inverno globale che ha spazzato via i dinosauri.
Nel 1908, un oggetto più piccolo ha colpito una zona remota della Siberia e devastato centinaia di chilometri quadrati di foresta (L’EVENTO DI TUNGUSKA).

Evento di impatto diverso avvenne il 30 novembre del 1954, quando Ann Hodges di Sylacauga, Alabama, venne ferita dalla caduta di un meteorite.
Le registrazioni dei test scientifici calcolarono in base alle orbite del momento che l’asteroide 1685 Toro, anche conosciuto come secondo satellite della Terra, sia la fonte più probabile della meteora che ferì la donna.

Monitorare gli asteroidi

Le agenzie spaziali da tempo monitorano i cosiddetti NEO, oggetti vicini alla Terra che potrebbero intersecare l’orbita terrestre.
Con la meteora di Chelyabinsk abbiamo visto con i nostri occhi quanto possano essere devastanti gli effetti dell’impatto.

Inoltre, il 6 febbraio 2016, per la prima volta nella storia dell’umanità, un meteorite è stato diretto responsabile della morte di un uomo in India. (LEGGI QUI LA STORIA)

Secondo gli scienziati, non ci sarà alcun impatto abbastanza grande da spazzare via ogni forma di vita sulla Terra a livello di estinzione per almeno 3 miliardi di anni.

Al momento gli scienziati sono teoricamente in grado di intercettare un asteroide per cambiarne la rotta ed evitare così un impatto con la Terra, ma si tratta di una tecnologia che, finora, non è stata testata nello Spazio.