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Il punto sulla Serie A: Il Napoli rallenta, controsorpasso Juve. Inter, Roma e Milan vincono e si avvicinano alla vetta

serie aROMA – Uno schiaffo, bastato e avanzato. Lezione imparata. Trovatele voi le espressioni migliori, il significato non cambia. La Juventus ci mette appena tre giorni per rialzarsi dalla maldestra caduta occorsa in casa dell’acerrimo rivale nerazzurro. Icardi & co. che esultano sono già un lontano ricordo; Allegri, in un colpo solo, si riprende la “sua” Juventus e la vetta della classifica. Dopo la “partita più brutta degli ultimi trent’anni”, come il tecnico toscano ha definito la scorsa sfida con l’Inter, l’undici bianconero abbatte il malcapitato Cagliari, dando al campionato un segnale forte e chiaro: qualche intoppo lungo la strada ci sarà pure, ma la Juve non molla nulla, non tralascia nessun obiettivo. Che si sappia. Stop.

IL NAPOLI C’È

La notizia, c’è da crederlo, arriva anche a Sarri e al suo Napoli, che recriminando per mancati rigori, lasciano il Ferraris sponda genoana con un punto che solo chi mastica poco di calcio considera come il classico passo falso. Punto più che buono, che sarà più buono ancora quando scatterà la fase delle tabelle e dei pronostici, e quando non aver perso fuori casa sarà davvero un bene prezioso. Si ripassa il testimone ai bianconeri, questo è vero, ma l’idea che ci si fa sempre più è che questo campionato si giocherà molto sulla tenuta mentale delle concorrenti: da questo punto di vista il Napoli non è poi messo male.

SE CI FOSSE IL MARCHESE DEL GRILLO

Sorpresa all’Olimpico: a decretare la quarta sconfitta su cinque turni del modesto Crotone a firma Nicola, siglando addirittura una doppietta, ci pensa Edin Dzeko, che se fossimo nella straordinaria pellicola di Monicelli, verrebbe salutata dal fido Ricciotto con l’inconfondibile avvertimento urlato ai cortigiani, invitati alla ripresa delle proprie attività allorquando il sonno ristoratore del marchese Onofrio Del Grillo poteva dirsi concluso. Da cineteca alcune giocate di Totti, ma è nel complesso che la Roma da un segno di salubrità e voglia di ripartire.

MILANO RIPARTE, LA LAZIO FORSE

Si conferma l’Inter “orange”: due gol del capitano e trascinatore indiscusso, quel Maurito Icardi che solo le bizze della biondissima Wanda Nara allontanavano dai nerazzurri, e si passa ad Empoli. Dalla vittoria di Pescara in poi, il centravanti argentino ha sempre fatto la differenza: tre gare, quattro goal, uno più pesante dell’altro. Thohir se lo coccola, lui che si è battuto per fermarne la cessione, fortemente voluta, invece, dalla compagna procuratrice di cui sopra e Zhang Jindong, propietario della Suning e nuovo padrone dell’Inter. Che autogol che sarebbe stato. Comincia a prenderci gusto anche il Milan di Montella: ancora nel segno di Bacca, dopo la vittoria corsara contro la Samp, arriva quella interna contro una Lazio che solo Simone Inzaghi vede mossasi bene in un San Siro desolantemente vuoto. Niang chiude la pratica firmando il più classico dei risultati “all’inglese”. Montella può respirare; di contro, Inzaghi con le le sue scelte (per lo più confuse) è chiamato a riabilitarsi domenica contro il pericolante Empoli.

IL RESTO DELLA GIORNATA

Viola a metà: tornare da Udine con un punto male non è, ma è un passo indietro sul piano el gioco. Continua a fare notizia il Chievo, che stoppa il lanciatissimo Sassuolo e si conferma terza forza del torneo, seppur con Roma e Inter. A Pescara finisce senza reti con addirittura il Toro vicino al colpaccio, nonostante fosse ridotto in nove uomini. Infine, prima gioia per il Palermo: 0-1 in quel di Bergamo con Gasperini già in bilico dopo solo un mese di lavoro. That’s Italia!