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Sudafrica, aumentano le tasse scontri all’università

universita-sudafricaROMA – La polizia del Sudafrica ha fatto ricorso a cariche e gas lacrimogeni, nella giornata di ieri, per disperdere un corteo di studenti che protestavano contro l’aumento delle tasse universitarie.

Sudafrica, aumentano le tasse scontri all’università

Un provvedimento all’origine negli ultimi giorni di una contestazione a livello nazionale. I disordini più gravi si sono verificati nell’ateneo del KwaZulu Natal, uno dei principali nell’est del Paese. Nessun incidente ma tensione e polizia in tenuta anti-sommossa all’Universita’ di Witwatersrand, l’ateneo di Johannesburg al centro del movimento di protesta. All’origine delle contestazioni l’aumento dell’8 per cento delle tasse. Una misura, questa, necessaria secondo governo e amministrazioni universitarie per non compromettere la qualita’ dell’offerta formativa. Ad alimentare la protesta, che gia’ lo scorso anno aveva costretto il governo a congelare gli aumenti delle tasse, e’ la convinzione che il rincaro finisca per minare il diritto allo studio nel Sudafrica post-apartheid. Ad essere penalizzati in particolare i giovani delle comunita’ nere, meno abbienti.

A rischio il diritto allo studio nel Sudafrica post-apartheid

“Chi protesta chiede istruzione gratuita per tutti; chi governa risponde va bene, ma non per i ricchi”. A parlare con la Dire e’ Russell Davies, direttore di Rural Education Access Program. Reap èsudafrica-due una ong in prima fila per il diritto allo studio nel Sudafrica post-apartheid. “A innescare la protesta – prosegue Davies – sono stati gli aumenti delle tasse universitarie, di circa l’8 per cento rispetto allo scorso anno”. “Gli incrementi sono significativi ma il governo dell’African National Congress si e’ impegnato a intervenire con sussidi agli studenti piu’ svantaggiati da un punto di vista economico”. Di aumenti delle tasse in Sudafrica si parla in realta’ da tempo. Lo scorso anno manifestazioni di piazza e campagne sui social, con l’hashtag “FeesMustFall”, avevano attraversato il Paese fino a spingere il governo a fare marcia indietro. “Quest’anno si torna punto e capo” dice Davies. “Il Sudafrica resta in cerca di nuovi equilibri; le richieste di diritti si scontrano con crisi economica, corruzione, risorse ridotte”.