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Bullismo. La prevenzione parte dalla conoscenza, domani il seminario a Roma

cyberbullismo 2ROMA – “Solo dalla conoscenza diretta del contesto è possibile pervenire all’identificazione delle soluzioni migliori nell’affrontare o prevenire fenomeni di bulllismo e/o cyberbullismo”. A dirlo è Stefania Petrera, pedagogista e giudice onorario nella Corte d’Appello di Roma – sezione per i minorenni, che domani curerà la parte laboratoriale del seminario di studio “Bullismo e cyberbullismo: opinioni a confronto”, promosso dall’Istituto nazionale di pedagogia familiare (Inpef) nella Capitale, per inaugurare l’anno formativo 2016/2017.

La giornata di formazione si svolgerà presso l’Aula Magna del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, in Largo Luigi Daga, 2. L’obiettivo è preparare “gli studenti del master in Pedagogia giuridica forense e penitenziaria ad operare nel contesto della giustizia minorile, ma anche nelle carceri per adulti, attraverso un’impostazione teorico-pratica. Oggi andrò con alcuni corsisti della prima edizione del Master nel carcere femminile di Rebibbia- rivela la pedagogista- a volte li ho portati all’ufficio del servizio sociale per i minorenni e siamo stati anche a Rebibbia maschile”.

Parlando di bullismo e cyberbullismo, Petrera aggiunge: “Diventa molto difficile fare gli interventi di prevenzione- afferma il giudice onorario- che sono quelli più protettivi. In alcuni casi viene anche sottovalutata la carenza di attività educativa da parte degli adulti nell’ambito delle nuovebullismo tecnologie. Bisogna intervenire con la consapevolezza dei mezzi che si utilizzano e una reale alfabetizzazione digitale. La velocità di accesso all’informazione- continua il giudice onorario- e la possibilità di comunicare in forma così interattiva spesso falsa la situazione: il mondo virtuale è fortemente reale, la morte di Tiziana è stata reale”.

Il seminario dell’Inpef sarà un’occasione per fare chiarezza. “A volte assistiamo ad un abuso delle parole bullismo e cyberbullismo: il bullismo è un termine molto preciso e concreto. Da giudice onorario posso dire che quando certi comportamenti lesivi arrivano in tribunale non si tratta più di bullismo, ma di attacco alle persone, di diffamazione e lesione della dignità. Spesso- prosegue Petrera- i ragazzi questo non lo sanno, e pur utilizzando tecnologie molto sofisticate poi non hanno la conoscenza della pericolosita’ del mezzo. Una foto messa in rete rischia di non essere più cancellata- chiosa l’esperta- e tale questione non viene problematizzata. C’è l’immediatezza ma non una riflessione su quello che accade in rete”. La pedagogista parla di “un problema culturale e di consapevolezza. Bisogna intervenire a piu’ livelli. Gli adulti non possono abdicare al loro ruolo di guida”.

Cuore dell’evento sarà la presentazione del volume “La prepotenza invisibile – Bulli e cyberbulli: chi sono, come difendersi” di Lorenzo Puglisi e Luciano Garofano, edito dalla casa editrice Infinito di Modena. Nel ruolo di commentatori del testo il presidente Inpef, Vincenza Palmieri; uno degli autori il Gen. Garofano, docente Inpef all’interno del master in ‘Criminologia criminalistica, investigazione e psicologia giuridica’; e Stefano Delle Cave, direttore di C.N.O. Webtv. E’ stato invitato a partecipare Gianfranco Noferi, componente del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori e vice direttore Rai Ragazzi. Il programma della giornata sarà completato dalla sessione pomeridiana su “Gli interventi di prevenzione e di contrasto del bullismo e del cyberbullismo nei contesti dell’educazione formale, informale e non formale”.