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Scandalo Yahoo, Verizon chiede lo sconto di 1 miliardo sull’acquisto

verizonROMA – Verizon non ci sta a subire gli ultimi sviluppi degli scandali che stanno colpendo Yahoo. Le ultime notizie hanno reso abbastanza chiaro che l’acquisto non è stato, forse, così conveniente.

Così, la società – a pochi giorni dalle ultime news che hanno investito Yahoo – ha chiesto uno sconto sull’acquisto della compagnia di Sunnyvale. Uno sconto di non poco considerevole. Verizon è, infatti, decisa a chiedere una detrazione di ben 1 miliardo di dollari sul prezzo pattuito lo scorso luglio.

Una cifra altissima che – dicono da Verizon – è chiesta solo per garantire gli azionisti e i suoi clienti. Dalla parte di Yahoo non è ancora chiaro su come si voglia agire. Sicuro è che non si vorrebbe attuare uno sconto delle proporzioni chieste dal suo acquirente. Ancora più certo è che questa storia non si risolverà facilmente. E chissà quali pieghe potrà prendere  la discussione.

Verizon chiede lo sconto a Yahoo sull’acquisto fatto lo scorso Luglio

4,8 miliardi di dollari. Questa la cifra, astronomica, che Verizon ha ‘sganciato’ per acquisire i servizi Internet di Yahoo. Primi fra tutti Yahoo Mail e Yahoo finanza. La statunitense Verizon Communications deve il suo nome a un neologismo sincratico composto da due parole: Veritas e Horizon. È una delle società più attive sul mercato. L’anno scorso, infatti, l’acquisizione di Aol, società da sempre impegnata nelle attività di ‘rete’ e nell’audiovisivo. L’acquisto, anche quella volta, per oltre 4 miliardi di dollari. L’acquisizione, che si completerà solo all’inizio del 2017, esclude alcuni brevetti brevetti e le quote in Alibaba e in Yahoo Japan. Queste resteranno di proprietà dell’attuale società che dopo lo scorporo dei servizi Internet cambierà nome per trasformarsi in una società di investimento.

Verizon chiede lo sconto a Yahoo. Gli scandali che hanno portato alla richiesta

Secondo Reuters, l’azienda di Sunnyvale avrebbe passato in gran segreto centinaia di milioni di email agli 007 americani. L’agenzia non ha precisato se il permesso sia stato dato all’Fbi o alla Nsa (National Security Agency). Quello che è certo è che la trasmissione dei dati degli utenti è avvenuta senza il consenso di quest’ultimi. A rivelare queste informazioni due ex dipendenti del colosso americano che hanno raccontato tutto quello di cui erano a conoscenza.

Yahoo, a detta dei due, avrebbe messo appunto un software specifico per scansionare la posta in arrivo di tutti i suoi clienti, il tutto senza avvisare nessuno dell’operazione. La richiesta di scansione, in ogni caso, sarebbe pervenuta all’ufficio legale della società sotto forma di messaggio riservato. Non è ancora chiaro che tipo di informazioni stessero cercando gli agenti dell’intelligence. Dai primi indizi emersi su queste procedure, però, sembra che nel mirino degli 007 ci potessero essere in particolare dei cittadini non statunitensi messi sotto osservazione.

Qualche settimana prima, invece, era arrivata la notizia di un attacco risalante al 2014. Attacco ad opera di un cyber criminal, definito da tre funzionari dell’Fbi, come “protagonista sostenuto dallo stato”. I tre dell’intelligence, che hanno chiesto di non essere identificati, sarebbero sicuri di quello che affermano perché l’attacco somiglierebbe a passati colpi messi in atto dalle intelligence russe. I maggiori sospetti sono stati, infatti, rivolti verso Russia e Cina.