Nasa video ciclone Matthew
Dopo aver devastato Haiti, Matthew, il ciclone caraibico più potente dal 2007, si sta dirigendo verso la costa orientale Usa con venti fino a 230 km/h con un diametro di centinaia di chilometri.
E’ stato fotografato dai satelliti della Nasa e da quelli del NOAA oltre al drone global hawk, sempre della Nasa, che è decollato proprio allo scopo di raccogliere dati scientifici per valutare meglio i rischi.
Esattamente una settimana fa il ciclone ha toccato categoria 5 con venti fino a 260 chilometri orari, le persone rimaste senza elettricità sono circa 200mila, mentre nelle ultime ore ha raggiunto la Florida con piogge torrenziali che hanno raggiunto già accumuli di 50 litri/mquadro con picchi di 250 litri/mquadro caduti nelle ultime 24 ore ad Orlando.
Sono 339 le vittime di Matthew, la maggior parte ad Haiti, mentre sono un milione e mezzo i residenti che abitano nelle zone a rischio e che dovranno essere evacuate e 3 mila i voli cancellati.
Secondo le ultime proiezioni l’uragano ha ancora 72 ore di vita, per la presenza di venti deboli nell’alta atmosfera che non riescono a sottrarre calore e umidità al sistema, attualmente si sta muovendo verso nord a 20 km/h e potrebbe arrivare fino alle coste della Carolina del Sud per poi virare verso sud.
L’allarme attivo in Florida è stato esteso anche sulla costa della Georgia e Carolina del Sud, oltre ai venti con raffiche che potranno nuovamente sfiorare i 200 km/h, il maggior pericolo sarà lo storm surge, onde di mare, secondo gli ultimi aggiornamenti del National Hurricane Center della NOAA se lo storm surge raggiungesse la costa con l’alta marea, il livello del mare potrebbe innalzarsi da 1 a 3 metri sulla costa orientale della Florida.