tech

Uber Eats, dal servizio taxi alla consegna del pranzo a domicilio

uber eatsROMA –  Dal servizio taxi alla consegna del pranzo a domicilio. È la svolta che sta avvenendo in casa Uber con Uber Eats, il nuovo servizio di food delivery della compagnia.

Uber Eats: il pranzo a portata di click

Pranzo o cena a propria scelta. Il tutto a portata di click. Attraverso il sito web o l’app per cellulare, nella pratica, è possibile consultare i menù dei ristoranti della propria città, scegliere cosa si vuole mangiare e ordinare il piatto. Fatti tutti questi step, non resta che aspettare la consegna a domicilio.

“Le nostre abitudini della nostro società stanno cambiando, anzi, sono già cambiate. – ha commentato il General Manager di Uber Italia Carlo Tursi. – L’offerta di cibo, in particolar modo quello di qualità, sta aumentando, le pause pranzo sono sempre più brevi. Oppure una volta a casa dopo il lavoro non si ha più voglia di mettersi in cucina, ma nemmeno di rivestirsi e uscire al ristorante a mangiare. Per questo i servizi di food delivery stanno diventando sempre più importanti. UberEats si propone come una nuova alternativa, che speriamo possa fare di velocità, precisione e attenzione al cliente le proprie caratteristiche peculiari. Siamo assolutamente fiduciosi di riuscire a conquistare la fiducia dei milanesi”.

Uber Eats arriva a Milano. Tutti i requisiti per diventare corriere

Dopo il successo di New York, Los Angeles, Chicago, Londra, Amsterdam e Bruxelles, Uber Eats sbarca anche in Italia. Precisamente a Milano, anche se già si parla di un possibile approdo a Roma. In tutto sono ben 45 le città servite. E c’è da supporre che altre ne verranno aggiunte in futuro.

Per il suo arrivo nel Bel Paese, almeno inizialmente, Uber Eats sarà gratuito. L’utente pagherà soltanto il prezzo del piatto ordinato, senza limiti di spesa. I corrieri, in bici o in moto, vengono pagati direttamente dal ristorante sulla base delle consegne che effettuano e della distanza che percorrono. Uber trattiene per sè solo una piccola percentuale. Passato il periodo di lancio, il servizio diventerà a pagamento ma Uber ha fatto sapere di non aver ancora stabilito le tariffe.

uber eats

Per diventare corriere bisogna iscriversi al sito ufficiale ma avere alcune caratteristiche. Avere almeno 18 anni; essere in possesso di carta d’identità e documenti del mezzo, se si usa lo scooter; essere in grado di sollevare 15 chilogrammi.

Dopo essersi iscritti, si va alla sede milanese di Uber per un controllo. “Ci assicuriamo che i nostri driver abbiano la fedina penale pulita, che patente e assicurazione siano in ordine. Se serve, forniamo anche uno zaino termico”.

Uber, però, ci tiene a precisare che il lavoro dei propri corrieri non è assimilabile a quello degli altri operatori di food delivery. “Non siamo un operatore di trasporto, chi consegna il cibo è un privato e lavora per il ristorante. Lo fa in maniera autonoma, decidendo di fornire la propria opera su base occasionale. – ha spiegato Tursi – Non esistono turni, non ci sono aree assegnate, non vedrete mai una divisa. Quando vuole, un driver avvia l’app e segnala la sua disponibilità, quando ha finito la spegne e torna alla vita normale”.