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Esonerato De Boer, fine di un equivoco. Per la successione Pioli o Hiddink

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ROMA – Può bastare così. Stop. L’avventura di De Boer allenatore dell’Inter finisce in una soleggiata mattinata milanese quando, affidandosi al canonico comunicato di circostanza, la società nerazzurra, ringraziando l’olandese dell’impegno profuso, lo solleva da ogni incarico tecnico, annunciando in contemporanea la risoluzione del contratto. Come a dire, grazie, arrivederci e niente buonuscita. In realtà, che la figura di De Boer fosse oramai indifendibile lo sapevano anche i cancelli del centro di allenamento ad Appiano Gentile. Scaricato anche dalla Suning (la controllante cinese dell’Inter, ndr), tacciato di scarsa lucidità da ex capitani e presidenti, mollato progressivamente anche dallo spogliatoio, per il tecnico olandese la strada era segnata, al di la delle scarse prestazioni in campionato e in Europa League.

Esonerato De Boer, il futuro

Al suo posto, sembra già pronto Stefano Pioli, ex tecnico della Lazio, pronto a rinunciare agli emolumenti ancora dovuti da Lotito, pur di mettersi al comando della truppa nerazzurra. Ieri sembrava cosa fatta, oggi si registra qualche rallentamento dovuto, secondo i ben informati, alla posizione della Suning, che vorrebbe continuare con l’esperimento della guida tecnica straniera, caldeggiando la candidatura di Gus Hiddink, ex Chelsea. Una delegazione dei cinesi sarà a Milano per assistere alla gara di domenica contro il Crotone, giorno in cui potrebbe venir sciolta la riserva sul sostituto di De Boer (al momento guida tecnica affidata all’ex tecnico Primavera, Stefano Vecchi, ndr). Quello che troveranno di certo è un ambiente scosso e molto contrariato con la scelta gestionale del colosso cinese, accusato di disinteresse e scarsa partecipazione alle cose nerazzure, se anche un tifoso illustre come Tronchetti Provera, in un’intervista a “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento, ha definito “impossibile gestire una squadra da Giacarta, da Pechino, da Nanchino (sede della Suning, ndr)”. Nuvoloni si stagliano all’orizzonte nerazzurro, dunque. La burrasca, però, sembra appena cominciata.