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March 4 recalling peace

march 4 recalling peaceROMA – Una marcia da Pozzallo, in provincia di Ragusa, fino a Barcellona, attraversando 4 paesi e percorrendo 4mila chilometri in 4 mesi.
E’ questa la ‘March 4 recalling peace’, un’iniziativa nata da Wail, egiziano di 35 anni che da 7 abita in Italia, a Venezia, dove lavora come attore e regista.
Ha deciso di compiere quest’impresa per lanciare un messaggio di accoglienza e solidarietà in un momento in cui in Europa si alzano muri, le frontiere si chiudono, il fondamentalismo delle idee imperversa e il terrore ci rende prigionieri.

“March 4 recalling peace”, la natura non ammette barriere

Sulla pagina Facebook ‘March 4 recalling peace’ si legge: “Un giovane arabo si mette in cammino per allontanare qualsiasi possibile idea di scontro di civiltà, per incitare tutti ad abbandonare la strada della paura e riscoprire che la natura non ammette barriere, che le barriere le costruiamo noi ogni volta che la paura dell’altro ci spinge a difenderci con violenza e respingere la nostra pace interiore e quella pace collettiva che dovrebbe essere il fine ultimo dell’umanità intera”.

Sulla pagina Facebook è possibile fare donazioni per sostenere l’iniziativa, ma per chi volesse aiutare concretamente Wail nella suo cammino potrà seguire l’itinerario e intercettarlo per accompagnarlo in un pezzo di strada oppure organizzando per le tappe della marcia momenti di incontro e testimonianze sul valore della Pace, del dialogo e della solidarietà internazionale.
Wail non è nuovo a questo genere di imprese, nel gennaio del 2016, accompagnato dal padre, dallo zio e da Olvida Lanzo, un’amica spagnola, ha percorso, in 20 giorni, i 600 chilometri che dividono le Piramidi da Sharm el Sheikh, una marcia nata dalla volontà di dare al mondo un segnale di pace attraversando il paese che dopo la rivoluzione del 2011 ha subito un’involuzione violenta con episodi di terrorismo e repressione senza precedenti.

“March 4 recalling peace”, il cammino della pace

“Io non sono credente – conclude Wail – ma sono ugualmente convinto che la spiritualità sia importante per gli esseri umani. Camminando in solitudine nel Sinai, un luogo dove hanno camminato tutti i più importanti profeti delle tre grandi religioni monoteiste, mi sono reso conto, durante la mia prima marcia per la pace, che allontanarsi da una vita moderna e da una società basata solo sui consumi, allontana anche la paura e facilita la comprensione degli altri e di quello che davvero siamo. Ho sentito crescere in me dei sentimenti che non avevo mai provato prima e ho capito che si poteva vivere benissimo, anzi, ancor meglio, senza concedere niente all’odio, agli istinti di sopraffazione ed alla paura. Ecco. Questo sentimento profondo che non è religioso ma senza dubbio spirituale, è quanto desidero comunicare col mio cammino”.