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Entra oggi in vigore l’Accordo sul clima di Parigi

accordo_parigiROMA – Oggi entra in vigore, in anticipo sul previsto e prima dell’avvio della COP22 di Marrakech, l’Accordo sul clima di Parigi. Tuttavia, per essere pienamente attuato, servirà ancora del tempo e numerosi altri accordi operativi.

Dati allarmanti infatti, arrivano dal report dell’Unep, il Programma ambientale delle Nazioni unite (United nations environment programme, Unep): “Il mondo deve urgentemente attivarsi per tagliare un ulteriore 25% dalle emissioni previste al 2030”. Nonostante l’Accordo di Parigi raggiunto alla Cop21 “il mondo sta andando verso un aumento della temperatura tra i 2.9 e i 3.4 gradi in questo secolo, anche con gli impegni presi a Parigi”.

Preoccupanti le emissioni al 2030, i dati dell’Unep

Le emissioni al 2030, infatti, spiega Unep, “saranno dalle 12 alle 14 GigaTonnellate (una GigaTonnellata, o Gt, vale mille miliardi di tonnellate, ndr) sopra i livelli necessari a mantenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi”, obiettivo di Parigi “tendendo”, però, a soli +1,5 gradi, obiettivo piuttosto irrealistico alla luce delle valutazioni di oggi del programma Onu. Le opportunità per fronteggiare questa situazione includono “la costruzione di una maggiore a partire dagli impegni di Cancun (la Cop16, ndr), piani di efficienza energetica economicamente convenienti e uno stimolo all’azione di città, aziende e società civile”.

Necessario limitare il riscaldamento globale entro i 2 gradi

Nel suo annuale ‘Emissions Gap report’, l’Unep segnala che “le emisisoni al 2030 si prevede raggiungeranno le 54 o 56 GigaTonnellate di anidride carbonica equivalente”, un ammontare “ben lontano dal livello di 42 GT necessario per avere una chance di limitare il riscaldamento climatico entro 2 gradi in questo secolo”. Una GT di gas serra è grosso modo equivalente alle emissioni generate in un anno da tutti i trasporti nell’Unione europea, inclusa l’aviazione.

Gli scienziati concordano nel fatto che limitare il riscaldamento globale entro i 2 gradi in questo secolo rispetto ai valori dell’era pre-industriale, ridurrà la probabilità di tempeste ancora più intense, siccità ancora più lunghe, innalzamento dei livelli del mare e altri gravi impatti climatici. Pero’ va tenuto presente che anche il limite inferiore, quello che fa rimanere il riscaldamento entro +1,5 gradi, “si limita a ridurre, anziché eliminare, gli impatti”, avverte Unep. La necessità di un’azione urgente nasce anche dal fatto che il 2015 è stato l’anno più caldo da quando se ne tengano registri, mentre la tendenza continua anche nel 2016, che ha visto i primi sei mesi essere i piu’ caldi mai registrati, “ma ciononostante le emissioni continuano a crescere”, rileva il rapporto Unep.