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Malata di cancro e ibernata dopo la morte per essere curata in futuro

ibernata dopo la morteROMA – Ibernata dopo la morte. È quello che è successo in Inghilterra a una quattordicenne malata di una rara forma di cancro. I giudici dell’Alta Corte di Londra hanno accolto la sua richiesta e hanno autorizzato l’ibernazione post mortem con il metodo della criogenia.

Con il consenso della madre e contro il volere del padre, la ragazza verrà “congelata” letteralmente per conservare il suo corpo in attesa e nella speranza che prima o poi si trovi una cura alla sua malattia. In quel caso verrà risvegliata e possibilmente guarita.

La ragazza aveva inviato una lettera al tribunale spiegando la sua richiesta. “Ho solo 14 anni e non voglio morire ma so che ciò accadrà. Penso che la criopreservazione possa darmi una chance di essere curata e risvegliata, anche tra 100 anni. Non voglio essere sotterrata. Voglio vivere e penso che in futuro possano trovare una cura per il mio cancro. Questo è il mio desiderio”, scriveva la teenager, spiegando di aver approfondito alcune teorie sulla criopreservazione su Internet.

I giudici hanno, così, accolto la sua richiesta. Il sì ad ottobre poco prima della sua morte. La notizia arriva, però, solo oggi all’indomani dell’ibernazione avvenuta oltremare. Il corpo, infatti, è stato portato negli Stati Uniti per essere congelato, al costo di 37.000 sterline, presso una società privata specializzata. Questa tecnica non è stata ancora testata in Europa. Gli unici centri esistenti sono in Russia e in America appunto. Qui i corpi vengono conservati in azoto liquido a temperature molto basse che si aggirano intorno ai -130 gradi.

Ibernata dopo la morte: solo tre casi nella storiaibernata dopo la morte

Uno scenario da fantascienza che ricorda episodi passati della serie tv Gotham ma che è appena diventato realtà. Ancora una volta. Prima di quest’ultimo caso ad essere congelate sono state una ventunenne dell’Arizona e una bambina thailandese di 3 anni.

Quest’ultima, Matheryn Novaratpong, è la persona più giovane ad essere criogenicamente congelata e conservata nella speranza che in futuro la scienza possa beneficiare della piccola per studiare e trovare una cura. La bimba aveva ricevuto 12 interventi chirurgici al cervello, 20 trattamenti di chemioterapia e 20 sessioni di radioterapia. Einz, così la chiamavano in famiglia, nonostante tutto, aveva perso l’80 per cento del suo cervello di sinistra, paralizzando il lato destro del suo corpo. È così che, pochi attimi dopo la sua morte, i genitori hanno optato per il “congelamento”.