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Se una notte di mezza estate i Bottom Brothers, a Napoli l’anteprima assoluta

bottom-brothersROMA – Se una notte di mezza estate i Bottom Brothers (Italia, 2016, 84′). L’appuntamento con l’anteprima assoluta del documentario è per venerdì 2 dicembre al cinema Astra di Napoli. La serata speciale si inserisce nella rassegna di cinema documentario AstraDoc – Viaggio nel Cinema del reale. Un evento dedicato ad una produzione tutta napoletana, a metà strada tra realtà e finzione. Una pellicola incentrata su un laboratorio teatrale fatto con i migranti dalla Compagnia di K.. La produzione è stata realizzata grazie ad una campagna di crowdfunding. Il film è di Adriano Foraggio con la sceneggiatura di Linda Dalisi. Alla serata, presentata dalla giornalista e scrittrice Ilaria Urbani, parteciperanno il regista, coautore del soggetto con la sceneggiatrice Linda Dalisi e il cast del film.

Se una notte di mezza estate i Bottom Brothers, una produzione rocambolesca

Quindici giorni circa di set. 10 giorni al Teatro Bellini e altri a Interno5, un piano di produzione rocambolesco e funambolico, a incastrare disponibilità di più di 20 attori non professionisti. Una campagna di crowdfunding su produzioni dal basso veloce e incisiva. Un gruppo indipendente spinto dal desiderio di lasciare una testimonianza su uno spazio necessario di creatività e incontro. Un gruppo di professionisti che ha deciso di sostenere il progetto. Se una notte di mezza estate i Bottom Brothers è stato tutto questo e molto altro.

Se una notte di mezza estate i Bottom Brothers, il film

Il film racconta della Compagnia di K., spazio di laboratorio teatrale nato a Napoli nel 2011, aperto a italiani e stranieri non professionisti, che sta preparando uno spettacolo. Non si ha ancora la certezza che si andrà in scena. Non si è mai al completo, manca sempre qualcuno che forse arriverà. Il gruppo sta lavorando su Nick Bottom, l’artigiano del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, di cui ognuno crea la propria versione, fino alla costruzione di un Bottom molteplice. Nell’opera di Shakespeare, Bottom attende di dare vita al suo personaggio, di essere finalmente “attore”, e così i ragazzi della Compagnia. Per loro, italiani e stranieri, rifugiati politici e migranti economici, l’attesa dell’andata in scena fa da specchio all’attesa nella vita, perché in Italia la condizione del migrante è una continua attesa. Attesa del permesso di soggiorno, dell’appuntamento alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Attesa di un lavoro, di costruirsi una nuova vita, di poter aiutare le famiglie rimaste a casa.

Se una notte di mezza estate i Bottom Brothers, note di regia

Ho seguito il laboratorio di teatro sin dalla sua nascita. L’ho osservato dall’esterno così ho potuto godere del clima della Compagnia di K.. Il linguaggio che andava oltre la lingua, oltre il contatto, oltre la comprensione. Vedo negli incontri una “zona” franca: la libertà espressiva dei partecipanti, l’intesa del gruppo, la forma libera dell’interazione culturale. La più bella forma di resistenza, di insistenza, che ho potuto conoscere rispetto al tema delle migrazioni. Dopo piccole collaborazioni abbiamo capito che era giunto il momento di confrontarci concretamente rispetto all’idea di realizzare un film che raccontasse l’esperienza della Compagnia di K.. Il mese dopo avvenivano i nostri primi incontri di scrittura del soggetto. Con Linda, abbiamo deciso di adottare un linguaggio di finzione, pur evitando di allontanarci dalla realtà. Per le storie raccontate ci siamo confrontati dapprima con i partecipanti al laboratorio, per condividere le intenzioni e per raccogliere ulteriori volontà di racconto. Sono state raccolte storie e aneddoti del passato, per essere riscritti in chiave cinematografica e riconsegnati agli attori che li hanno interpretati. Quasi tutti interpretano se stessi, comprese le tre figure guida. Linda alla regia della Compagnia, Estelle Franco nel ruolo di direction d’acteurs (anche dietro le quinte del set cinematografico) e Michelangelo Dalisi nell’approfondimento dell’utilizzo della maschera nel teatro. (Adriano Foraggio)