fotogallery

12 dicembre 1969: l’Italia ricorda la strage di Piazza Fontana

strage di piazza fontanaROMA – Alle 16.35 del 12 dicembre del 1969 una bomba da 7 chili di tritolo devastò la Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano.
I morti furono 17, i feriti 88.
Per l’Italia iniziò una stagione di terrore durata più di 15 anni, un periodo conosciuto come “strategia della tensione”.
47 anni dopo, la strage resta ancora impunita.

Strage di Piazza Fontana: il processo

La vicenda processuale fu lunghissima e intricata. Al termine del processo, nel maggio del 2005, ai parenti delle vittime vennero addebitate le spese processuali.
La Cassazione assolse i tre imputati (Delfo Zorzi come esecutore della strage, Carlo Maria Maggi come organizzatore e Giancarlo Rognoni come basista), tuttavia affermando che la strage di piazza Fontana fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo (gruppo di estrema destra di stampo neofascista) capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura, non più processabili in quanto assolti con sentenza definitiva nel 1987.
Sebbene sia stata individuata come responsabile la cellula eversiva di Ordine Nuovo, la strage di piazza Fontana rimane impunita.

La morte di Giuseppe Pinelli

Nei giorni immediatamente successivi alla strage venne fermato, tra gli altri, un ferroviere anarchico, Giuseppe Pinelli.

Il 15 dicembre Pinelli venne interrogato nei locali della Questura di Milano.
Erano presenti diverse persone: tre sottufficiali di Polizia, un ufficiale dei Carabinieri, un agente, Antonino Allegra e il commissario Luigi Calabresi.
Durante l’interrogatorio, con una dinamica mai chiarita, Pinelli volò dalla finestra del quarto piano e morì.

Calabresi, vice capo dell’Ufficio politico, venne ritenuto da formazioni di estrema sinistra responsabile della morte di Pinelli.
Fu ucciso in un attentato da terroristi di sinistra il 17 maggio 1972.
Vennero riconosciuti responsabili della morte di Calabresi alcuni esponenti di Lotta continua: Ovidio Bompressi, Leonardo Marino, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri.

Diversi anni dopo la morte, Giuseppe Pinelli fu riconosciuto innocente per la strage di Piazza Fontana.