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Facebook, bufale basta. Utenti potenziali giudici

ROMA – Facebook bufale basta. È guerra aperta tra il social network e la disinformazione. A dichiarare lo stato di mobilitazione generale contro i “furbetti” delle notizie è lo stesso Mark Zuckerberg. Il numero uno di Facebook lo ha messo nero su bianco promettendo una guerra senza quartiere alle false notizie. In Italia, intanto, appello a smascherare la falsa informazione da parte della Presidente della Camera Laura Boldrini.

Facebook bufale, utenti potenziali giudici

Saranno gli oltre un miliardo e mezzo di utenti di Facebook i primi guardiani della verità. Nelle loro mani gli strumenti per segnalare al social network le notizie sospette. Basterà un pulsante per “bollare” una notizia come degna di accertamento. È questo lo strumento che Facebook metterà presto a disposizione degli iscritti. Un pulsante per inviare la notizia ad un team di esperti.

Facebook bufale, un team per giudicare e bollare

Una volta ricevuta la segnalazione gli esperti di Facebook entreranno subito in azione. Il loro compito quello di effettuare una prima scrematura tra le notizie dichiarate sospette dagli utenti. Le notizie che non convinceranno il pool di esperti saranno poi inviate a un comitato di giornalisti specializzati che per giudicarle si rifarà ai principi dell‘International Fact Checking Code of Principle. Se la notizia dovesse non convincere anche loro sarà bollata come “disputet”, ovvero contestata. Questa semplice etichetta apparirà sulla bacheca degli utenti. Nessuna censura quindi sulle bufale ma utenti avvertiti. La notizia “contesta” sarà, poi, penalizzata nella sua indicizzazione.

L’appello di Laura Boldrini

“Anticipo che sto per lanciare un appello ai cittadini italiani, a tutti quelli che vogliono dare una loro partecipazione contro la disinformazione e le notizie false per la tutela del loro diritto a essere informati correttamente e a non essere danneggiati”. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, nel corso dello scambio di auguri con la stampa parlamentare. “Sono in contatto con gli esperti, i ‘debunker’ – ha spiegato la presidente – coloro che svelano, che smascherano, le bufale. Io sono in contatto con quattro debunker, ‘dottor attivissimo’, ‘coltelli’, ‘puente’ e ‘quattrociocchi’. Con loro inviteremo tutti quelli che non ci stanno al discorso d’odio per unirsi e consegnare questo appello ai grandi social network che devono essere seri e non limitarsi a dire che sono contro il discorso d’odio. Bisogna alimentare la cultura della verifica – ha detto ancora la presidente – soprattuto nelle scuole e far sapere quanto sono dannose le false notizie, svelarle”.