music and future

Ismaila Mbaye, Amoul Solo un disco per raccontare l’Africa

Ismaila Mbaye Amoul SoloROMA – E’ un piccolo viaggio nel cuore dell’Africa quello che Diregiovani compie incontrando Ismaila Mbaye. Un viaggio fatto di musica, racconti e soprattutto percussioni, quelle dello djembè di cui Mbaye è maestro. Occasione dell’incontro, l’uscita su tutte le piattaforme digitali dell’album Amoul Solo (Fabbrica di Note records).

Ismaila Mbaye Amoul Solo omaggio a Gorée

Dieci tracce, quelle di Amoul Solo, per rendere omaggio a Gorée isola del Senegal passata alla storia per essere l’avamposto dei negrieri. È dall’isola natia di Ismaila Mbaye, infatti, che il commercio di esseri umani prendeva il via per approdare nelle Americhe. Una storia che il percussionista, oggi, racconta con la sua musica, o meglio, attraverso le percussioni di strumenti che costruisce da solo attraverso le tecniche tramandate di generazione in generazione. Il viaggio di Mbaye verso l’Europa è stato molto diverso da quello delle migliaia di uomini e donne africane che, ogni giorno, affrontano il mare su barche di fortuna. È stata la musica a traghettarlo sul Vecchio Continente, a fargli da passaporto. “Le percussioni, la musica, sono la mia vita. È tutto quello che mi ha permesso di arrivare dove sono, di comunicare con gli altri”.

Ismaila Mbaye Amoul Solo un album oltre la televisione

Il curriculum vitae di Ismaila Mbaye è ricco di esperienze di primissimo piano. Fondatore del Tribal Percussion suona con altre formazioni quali “I Tamburi di Gorée” e i “Med Free Orjestra”. Poi arriva la televisione. Dalla partecipazione lunga nove anni alla “Kilimangiaro Band” del fortunato programma di Rai 3, all’orchestra di “Casa Mika” passando per gli show di Maurizio Costanzo, Fiorello e Giorgio Panariello. Amoul Solo, il suo primo album, è una raccolta di brani e di contaminazioni musicali che Ismaila Mbaye ha voluto fortemente. L’integrazione, spiega “è una cosa molto positiva perché nell’immigrato c’è un po’ di tutto. C’è il professore, c’è il musicista, c’è il calciatore. Persone che potrebbero aiutarti solo scambiandoci due parole. Secondo me, ogni essere umano può essere medicina per l’altro. Dobbiamo cercare sempre di parlare, di comunicare perché la comunicazione fa parte della dimensione sociale dell’uomo e della natura”.

Amoul Solo, dieci brani per un viaggio nella memoria

“Nel mio futuro c’è il mondo. Non dico più di essere di Gorée o di Italia. Io sono cittadino del mondo”. Solo in questo modo, spiega, “posso comunicare” e “prendere dagli altri” per fondere e arricchire di significati la musica che esegue. Amoul Solo è tutto questo. Non è un caso che il disco sia stato prodotto, da Fabbrica di Note, l’etichetta indipendente fondata da Antonio Buldini e Joe Tempesta nel 2012, che si prefigge la valorizzazione del mondo musicale giovanile e dei suoi più diversi significati. Questa la tracklist completa dell’album: 1. Afrique; 2. Serin Fallu Fall; 3. Fabara; 4. Amoul Solo; 5. La città; 6. Miliamba; 7. Aida; 8. Diali Bintu; 9. Casamance; 10. Immigrela.