fotogallery

La maledizione delle comete: Halley, la sfortuna e la peste

cometa di halley fine del mondoROMA – “La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto”.
Così diceva Howard Phillips Lovecraft, scrittore e precursore della letteratura horror moderna.

E proprio a causa di quel sentimento da lui citato, per secoli e secoli l’uomo ha associato sfortune e superstizioni a tutto ciò che la conoscenza non riusciva a spiegare.

Quello che oggi è un momento di meraviglia e stupore, un tempo fu una delle più grandi maledizioni dell’antichità: il passaggio delle comete.

Durante il Medioevo le viaggiatrici ghiacciate furono considerate annunciatrici di ogni sventura e calamità naturale, dalla peste alle alluvioni, dalle carestie alle invasioni.

In particolar modo, nell’occhio dei superstiziosi finì quella che si può considerare la più celebre tra tutte, la cometa di Halley.


cometa di halley

La cometa di Halley

La cometa prende il nome dall’astronomo britannico Edmond Halley (1656-1742), il primo a capirne la periodicità e il primo a calcolarne l’orbita.
Scoprì che quel corpo celeste faceva capolino ogni 76 anni e da lì in poi si riuscì a comprendere ogni appuntamento con la cometa passato e futuro, un rendez-vous che iniziò ad essere associato a importanti eventi storici, soprattutto riguardanti catastrofi e sciagure.

Se da una parte la cometa di Halley venne associata a sfortunati eventi come la sconfitta di re Harold d’Inghilterra nel 1066, o la fatale malattia di Edoardo VII nel 1910, dall’altra è stata considerata anche simbolo di buon auspicio.
Fu con il suo passaggio nel 1301 che Giotto trasse ispirazione per raffigurare i Re Magi intenti a seguire una cometa che li conducesse da Gesù. E proprio da lì nacque l’ipotesi che la cometa di Halley fosse la stella di Betlemme.


cometa-halley

Cometa di Halley e sciagure

Ma oggi si riapre la possibilità scientifica che il passaggio della Halley possa aver causato realmente catastrofi e sciagure.
Ad aprire il dibattito su questa possibilità è la geologa Dallas Abbott che ha ricostruito l’origine della piaga della “Peste di Giustiniano” al passaggio della cometa.

Tra il 541 e il 542 d.C. una devastante epidemia di peste decimò la popolazione di Bisanzio e di altre grandi città mediterranee, arrivando a sterminare nel momento del culmine anche 5.000 persone al giorno.
Secondo la Abbott la peste si scatenò a causa di una conseguenza di eventi genarati dal passaggio della Halley.

Verso il 530 d. C., un frammento della cometa si sarebbe frantumata nell’atmosfera diffondendo una fitta nube di polvere e detriti che provocò un improvviso abbassamento delle temperature medie globali (si ipotizza di 3 gradi centigradi) e carestie e calo delle difese immunitarie, che portò alla strage della peste di Giustiniano.

Per ricostruire la sequenza la Abbott ha analizzato il ghiaccio della Groenlandia: un carotaggio nelle calotte permanenti ha mostrato, nello strato attribuibile ai primi decenni del VI secolo d. C., un’elevata percentuale di polvere di provenienza extraterrestre per almeno 7 anni di seguito.
Insieme a queste “sferule cosmiche”, che si trovano spesso attorno ai crateri scavati dai meteoriti, la geologa ha trovato fossili di minuscoli microrganismi tropicali.

Secondo la Abbott, un corpo proveniente dallo Spazio sarebbe quindi precipitato in acqua ed avrebbe fatto schizzare questi microorganismi per migliaia di chilometri.

La polvere rilasciata dall’impatto si depositò sull’emisfero Nord durante la primavera, suggerendo che provenisse dalle “Eta Aquaridi”, uno dei due sciami meteorici prodotto dalla cometa di Halley.