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Calcio. Il punto sulla serie A: vincono tutte le grandi, ma la Juve record non molla

punto sulla serie a derby della capitaleROMA – Tutto resta come il 2016 aveva lasciato: le grandi vincono in blocco, molte sfruttando gli ultimi minuti di gara. Su tutte la Juve, che raggiunge il record delle 26 vittorie consecutive allo Stadium, una in più della Juve targata Conte. Nulla cambia, però, sui vari fronti del torneo, corsa scudetto e lotta Champions in primis. Solo in coda, le distanze del terzetto pericolante (Palermo, Crotone e Pescara) dalla zona salvezza, cominciano ad essere preoccupanti e con scarse possibilità di recupero. Quello che è accaduto nei nostri riassunti.

JUVE SUPER HD

Si erano lasciati con le urla di Allegri a scena aperta e in mondovisione, a Doha, mentre il Milan alzava quella Supercoppa apparsa così vicina e poi sfumata con i rigori. Si ritrovano in una freddissima sera di gennaio: la Juventus e il suo tecnico si riscoprono uniti e determinati come non mai. Se, come dice il toscano, “anche la Juve si può cazziare”, è lecito affermare che i rimbrotti hanno fatto bene, eccome. Ne fa le spese il Bologna di Donadoni, che sulla sua strada incontra la Juventus versione HD: doppietta per il Pipita, rigore impeccabile per la Joya. I punti dalla Roma restano dunque quattro, con la gara contro il Crotone da recuperare ad inizio febbraio, anche se il presente più prossimo si chiama Fiorentina: domenica sera sfida ad alta tensione all’Artemio Franchi.

ALLA ROMA BASTA IZZO

Torna da Genova con tre punti pesanti, molto pesanti, la prima Roma targata 2017. Spalletti e i suoi approfittano dell’episodio (sfortunata deviazione di Izzo su tiro di Bruno Peres, ndr) che cambia la partita e la sua storia. Genoa imbattuto contro le grandi, in campo senza Rincon e con zero innesti dal mercato ma con tante novità commerciali: nuovo sponsor sulle maglie (al momento c’è solo una misteriosa “E”; il resto del logo verrà svelato, lettera per lettera, nelle prossime cinque settimane, ndr) e una frase di un tifoso genoano doc che settimanalmente campeggerà sulle casacche (esordio, neanche a dirlo, per il tifosissimo De André con la sua risaputa “Al Genoa scriverei una canzone d’amore, ma sono troppo coinvolto”, ndr). Tutto molto bello, ma non basta per fermare i giallorossi, che una volta in vantaggio, affidano a Szczęsny, provvidenziale in almeno due occasioni, la protezione del risultato. La caccia alla Juventus continua in attesa dei recuperi, ma vincere aiuta a vincere e a guardare lontano.

BEATA ZONA CESARINI

Inzaghi, Sarri, Gasperini, Pioli, Montella. Cosa hanno in comune, costoro? Poco? Molto? Con certezza non lo sappiamo; di sicuro tutti condividevano il timore che la prima gara dopo le feste potesse trasformarsi in un incubo. L’unico che non si è preso pena è il buon Gasp, che con la sua Atalanta (supererà indenne il mercato di gennaio?) stupisce ancora e cala un poker secco in casa Chievo che semplice non è. Gli altri quattro un piccolo spavento se lo sono presi, eccome: Sarri e il Napoli la spuntano sulla Samp solo al 95’, con i doriani che recriminano per la direzione di Di Bello; Pioli passa ad Udine a tre dalla fine grazie ad un super Perisic; Montella ringrazia Bacca che infila il Cagliari a centoventi secondi dallo scadere; brividi veri per Inzaghi e la sua Lazio sfortunata e sciupona (a metà primo tempo, Biglia spreca un rigore) che regola il Crotone (gran prova del portiere Festa) all’ultimo giro di lancette, festeggiando il ritorno al goal di Immobile dopo sette turni di astinenza. Finali di gara importanti, dunque, che tengono più viva che mai la corsa Champions. Ora sotto col mercato; ché tutte le pretendenti hanno qualcosa da sistemare.