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Naufragio della Costa Concordia, cinque anni fa la tragedia del Giglio

concordiaROMA – Era il 13 gennaio del 2012, quando alle 21.42 la nave da crociera Costa Concordia andò alla deriva davanti alle coste dell’Isola del Giglio.
32 persone, tra passeggeri ed equipaggio, persero la vita quella lunga notte di quattro anni fa che mai potrà essere dimenticata.
Per questo, dal 2015, il consiglio comunale dell’Isola del Giglio ha proclamato a memoria imperitura la “Giornata delle vittime della Costa Concordia”.
La commemorazione annuale inizierà il 13 gennaio alle 11.00 nella Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano, una messa in suffragio delle vittime della tragedia del Giglio.

La giornata proseguirà a Punta Gabbianara con la posa di una corona in mare in ricordo delle vittime.
La cerimonia si concluderà con una fiaccolata che partirà alle 21.30, una processione fino al molo rosso dove alle 21.45 e 7secondi, l’ora precisa dell’impatto della Concordia.
Il silenzio della preghiera sarà rotto dalle campane e dalle sirene delle imbarcazioni nel porto che risuoneranno in memoria delle vittime.


concordia tragedia del giglioLA TRAGEDIA DEL GIGLIO

La Costa Concordia lasciò il porto di Civitavecchia alle 19:18.

La nave stava partndo per una crociera di una settimana nel Mediterraneo con a bordo 3.206 passeggeri e 1.023 membri dell’equipaggioa bordo.

Risalendo la costa italiana verso nord, il capitano Francesco Schettino ha diretto la Concordia vicino all’isola del Giglio, una manovra chiamata “inchino”, spesso utilizzata come “saluto” dalle imbarcazioni.

Secondo le ricostruzioni, la nave si avvicinò di circa 518 metri alla costa.

Alle 21.30, Schettino diede l’ordine di allontanarsi e virare.

Alle 21:45, la Costa Concordia colpì ad una velocità di circa 16 nodi (circa 30 km/h) uno sperone roccioso del basso fondale di fronte Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto.

La nave venne squarciata sul lato sinistro, iniziando a imbarcare acqua.

Le sale macchine vennero allagate e la Concordia perse energia elettrica.

Ai passeggeri venne detto che la nave aveva un “blackout”, ma che la situazione era sotto controllo.
La stessa informazione fu data al comandante del porto di Civitavecchia.

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Dati di posizionamento mostrano che la Costa Concordia cominciò ad andare alla deriva poco dopo le 22:00 a causa, dicono gli investigatori, di una combinazione di vento e timone posizionati a dritta (destra della nave).
Probabilmente a causa della grande quantità di acqua imbarcata, la nave iniziò un lento declino verso la parte opposta dello squarcio.


Come si è capovolta la Costa Concordia – VIDEO


Al 22:12, la guardia costiera contatta la Concordia per dire che i passeggeri stavano segnalando problemi alla polizia locale, ma il capitano Schettino rispose: “Abbiamo un black-out e stiamo verificando le condizioni a bordo”.

Alle 22:22 il capitano ordinò di dire alla guardia costiera che avevano avuto un “guasto” e avevano bisogno di aiuto da rimorchiatori.
L’operatore radio aggiunse che a tutti i passeggeri erano stati dati i giubbotti di salvataggio, nessuno era stato ferito e che c’era uno squarcio sul lato sinistro della nave.

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Alle 22:33 è stato dato l’allarme generale di emergenza e i passeggeri sono stati radunati in attesa di istruzioni.
Alle 22:48 la nave si era incagliata sul fondale roccioso, inclinata di oltre 30 gradi.

Il capitano Schettino ha dato l’ordine di abbandonare la nave alle 22:54, più di un’ora dopo l’impatto.

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Abbandonare la nave

La maggior parte dei passeggeri è fuggita nelle imbarcazioni di salvataggio, ma gli sforzi di evacuazione sono stati ostacolati dall’angolo di inclinazione della nave.
Alle 23:19 il capitano Schettino ha abbandonato il ponte, lasciando il suo secondo a coordinare l’evacuazione.
Tuttavia, alle 23:32 anch’egli ha lasciato il ponte.
Circa 300 passeggeri e qualche membro dell’equipaggio erano ancora a bordo.

A mezzanotte decine di passeggeri erano ancora sul relitto della Concordia, molti aggrappati al lato esposto della nave.

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Schettino, unico imputato per il naufragio della Costa Concordia, è stato arrestato con l’accusa di omicidi plurimi colposi, di aver abbandonato la nave e di aver mentito alla guardia costiera, ricevendo una condanna nel 2015 di 16 anni di reclusione.
Il verdetto è stato confermato l’anno successivo, riconosciuto colpevole in appello dei reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo e abbandono di persone minori o incapaci.
Il processo non è ancora concluso.