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Come affrontare le separazioni dai figli

ROMA – Diventare genitori è un compito che richiede un cambiamento profondo, nella personalità e nella coppia, che avviene di pari passo con il cambiamento del proprio figlio.
I genitori, al momento della nascita, si confrontano con la loro capacità di svolgere le funzioni genitoriali. L’essere genitore implica l’affrontare continue separazioni come lo svezzamento, i primi passi, l’inserimento nelle scuole, l’adolescenza e la maturità. Sin dalla nascita del figlio i genitori si occupano totalmente del neonato per la sopravvivenza fisica ed emotiva del piccolo. La madre in particolare, attraverso l’esperienza dell’allattamento, crea un legame molto intenso con il figlio che diventa una parte di sé, creando una dipendenza reciproca.

Il difficilissimo compito del genitore è quello di assecondare i bisogni fondamentali del figlio (fame, sete, sonno, affetto), imparando piano piano a riconoscere i segnali che il piccolo invia attraverso il suo modo di comunicare (pianto e linguaggio del corpo). A tale proposito lo psicoanalista Winnicott parla di una madre “sufficientemente buona” che è in grado di adattarsi ai bisogni del bambino.
Con il tempo poi la madre e il padre devono iniziare a sospendere la soddisfazione immediata dei bisogni del figlio affinchè impari a tollerare le frustrazioni per percepirsi come un individuo diverso dagli altri. Il bambino deve mantenere nella propria mente la figura genitoriale assente ed entrambi devono elaborare il lutto della separazione. Quindi al lavoro di totale accoglienza, di profonda intimità e di identificazione deve sostituirsi un distacco graduale che favorisca le autonomie. Ciò richiede un lavoro spesso faticoso sia per i genitori che per i figli. L’elaborazione della perdita avviene nel momento in cui si riesce a mantenere il legame nonostante l’assenza dell’oggetto d’amore. L’eperienza della separazione e del dolore ad essa connesso permette al bambino di pensare e immaginare la figura di riferimento perduta in modo costruttivo e creativo, favorendo il processo di simbolizzazione.

L’essere umano è quindi chiamato durante tutto l’arco della sua vita a creare forti legami affettivi e ad affrontare successive separazioni che possono essere temporanee o definitive. È importante vivere insieme ai figli questi momenti di forte intensità emotiva, senza negare il dolore della separazione, e rassicurarli che i genitori torneranno sempre e non li lasceranno mai soli. Potrebbe venire istintivo andare via senza salutare i bambini per non farli piangere, è invece fondamentale avvisarli del distacco per evitare che lo scomparire improvviso generi ansia. Preparare i figli ai cambiamenti, lasciando loro il tempo di prendere confidenza con altre figure di riferimento e con ambienti nuovi è fondamentale, in quanto ogni bambino deve essere rispettato nei suoi tempi. Sarebbe meglio iniziare con separazioni brevi in modo che l’adulto e il bambino si adattino in maniera graduale.

Bisogna sempre tenere presente che i bambini percepiscono ogni stato emotivo dell’adulto, quindi sarebbe importante trasmettere loro fiducia nelle nuove figure di riferimento a cui vengono affidati (nonni, insegnanti, baby sitter) e mostrarsi realmente convinti che sia un ambiente adatto a loro e sicuro. Attraverso il pianto il bambino manifesta il dolore della separazione e tollerarlo può essere un compito difficile, ma è necessario per la crescita e bisogna avere fiducia nelle risorse e nelle capacità di adattamento del bambino stesso.

Équie IdO