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Vista Mare. Arturo Di Tullio: “Un film senza messaggi universali” dove i profughi sono italiani

vista mareROMA –  “Stilitano è un antieroe, è una persona. Vive tutti i giorni sopravvivendo, anche quando aveva un solo lavoro, prima che la crisi demolisse tutto. Non è mai stato un eroe, pensa a vivere, a sopravvivere, a una famiglia”. Il protagonista di “Vista Mare”, Arturo Di Tullio, racconta così all’agenzia Dire la particolarità del suo personaggio, attorno al quale ruota tutta la trama del lavoro del giovane regista emergente Andrea Castoldi.

Il film, presentato alla stampa al Cinema Palestrina, a Milano, uscirà il prossimo 3 febbraio ma sarà proiettato in anteprima nazionale al pubblico il 24 gennaio al cinema Messico, con una replica il 25 proprio al cinema Palestrina:

“Non ci sono messaggi universali – conclude Di Tullio – ma c’è l’essere umano che cerca di vivere e di portare avanti giorno dopo giorno una discreta sopravvivenza che gli permetta di andare avanti senza una meta definita”.

Vista Mare. Il regista Andrea Castoldi

Vista Mare: trama e trailer

L’Italia presentata da Vista Mare è un Paese alla deriva, dove le rivolte popolari e le manifestazioni si susseguono a causa di una condizione economica sempre più soffocante, da cui si tenta di fuggire per raggiungere la tanto sognata Albania, terra prospera di lavoro e di speranza.

Crisi ed emigrazione, voglia di riscatto e speranza sono i temi centrali del film, che sceglie di affrontare l’attualità con una provocazione: la messa in scena del paradosso dove i profughi sono italiani e la terra promessa è la costa albanese. Arturo Di Tullio veste i panni di Stilitano, il protagonista, l’anti-eroe che tenta di ordinare le cose nel modo giusto e puntualmente sbaglia, una sorta di Pinocchio dei giorni nostri.

Dal Nord parte alla volta della Puglia, regione di frontiera militarizzata, deciso ad abbandonare il Paese e a ricominciare una nuova vita. Nella Foresta Umbra si unisce a un gruppo di italiani, nascosto da settimane in un vecchio casolare abbandonato, che come lui è in attesa di poter salire su un gommone di fortuna.