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Auguri ‘Sic’, Beltramo: “Fortunato ad averlo conosciuto”

Roma – “Capita che ti chiedi ‘perche’ e’ successo proprio a lui?’ Non lo so, forse serviva un esempio forte, quello di un ragazzo che aveva grandi valori, un ragazzo pulito, un ragazzo sensibile…”. Paolo Beltramo, storico giornalista al seguito del Motomondiale, e’ stato uno dei piu’ grandi amici di Marco Simoncelli, per tutti il ‘Sic’, il pilota della MotoGP, prematuramente scomparso il 23 ottobre del 2011 a causa dei traumi riportati dopo un incidente nel GP della Malesia.

Sono passati oltre cinque anni da allora, anni che non hanno affatto diminuito l’affetto che il giornalista aveva ed ha per Marco. E per capirne l’intensita’, basta ascoltarlo mentre parla di Simoncelli, l’emozione con cui ne ricorda le battute, l’impegno in pista, la meticolosita’ nel lavoro. “Io sono stato solo un po’ piu’ fortunato di altri”, dice all’agenzia Dire, ricordando il rapporto speciale nato e cresciuto con Marco, oggi giorno del 30esimo compleanno di Sic. “Con lui avevo veramente un buon rapporto, purtroppo e’ andata cosi’, ma in tutto questo posso dire di essere stato fortunato di aver avuto la possibilita di conoscerlo, starci insieme, condividerne gioie, arrabiature. Era un ragazzo semplice, buono, simpatico, divertente. Si allenava, giocava a pallone, era semplice, sincero, pulito. Faceva casino, ma dava valore all’amicizia”.

Riconosciuta, pensando a Simoncelli, la grande professionalita’: “Era meticoloso. Dava l’idea di essere un ‘cazzone’ nel senso buono del termine, ma era un professionista serissimo. Come dice Valentino Rossi, era buono nella vita e cattivo in pista. Amava il motociclismo, caso insolito in un ragazzo, lui questo lo faceva perche’ gli piaceva e basta. Era un pilota di rottura, manca a questo movimento”. Con una voce sorridente e piena di emozione, Beltramo ricorda i primi contatti con il ‘Sic’: “Era un ragazzino buffo in 125. Aveva vinto l’Europeo. Ricordo che lo chiamavamo Superpippo, era alto con questa camminata ciondolante. Saliva su questa moto, un po’ ingobbito. Rideva se andava bene o piangeva se andava male. Marco mi manca, e ti accorgi in queste situazioni quanto ti mancano le persone”.

Simoncelli, attraverso le parole dell’ex giornalista di Mediaset, oggi opinionista Sky sempre al seguito del Motomondiale, era rimasto quello di sempre. Il successo non gli aveva dato alla testa: “Ricordo una volta che mi venne a trovare a Milano- sorride- Sarebbe dovuto andare in discoteca, rimase fuori a giocare pallone con dei ragazzi conosciuti sul posto. Lui era cosi’. E mi manca. Ci penso come quando vedo che il cellulare e’ al 58% di batteria, o quando faccio il pieno alla macchina e pago 76 euro e 58 centesimi. O quando Tony Arbolino, il pilota della scuderia del papa’ di Marco, conquista 58 punti. Ci faccio caso, gli voglio ancora bene”.