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I Go Back Home, la vita dell’indimenticabile Jimmy Scott in un documentario

Roma – A distanza di quasi 3 anni dalla morte di Jimmy Scott è appena uscito l’album “I Go Back Home” e per l’occasione alla Casa del Cinema di Roma viene presentato in anteprima nazionale l’appassionante documentario dal titolo omonimo che racconta la vita del cantante jazz americano adorato dai musicisti rock e soul. L’appuntamento, in programma il 4 febbraio alle 20.30, è organizzato in collaborazione con la Casa del Jazz e raccoglie, tra le altre, le voci di Quincy Jones, Tommy Li Puma, Madeleine Peyroux e David Ritz, biografo ufficiale di Jimmy Scott. Personalità dalla voce indimenticabile capace di toccare note altissime, Jimmy Scott era amatissimo da Billie Holiday, Charlie Parker, Dinah Washington e Nancy Wilson, ma nonostante tutto ebbe una vita complicata e a tratti infelice. È stato senza dubbio uno dei personaggi più amati dalla critica jazz, riscoperto dal pubblico nella sua tarda maturità nei primi anni ‘90, quando si guadagnò anche una nomination ai Grammy Award. Terzo di dieci fratelli con un padre operaio e una madre pianista di chiesa morta quando aveva appena 13 anni, Jimmy entrò poco più che ventenne a far parte della band di Lionel Hampton. La sua voce alta e purissima è rimasta sempre inalterata a causa di una rara malattia chiamata sindrome di Kallman, che non permette di raggiungere la pubertà, non a caso era soprannominato Little Jimmy Scott. Nonostante il suo indiscutibile talento la sua carriera fu a lungo sfortunata tanto da abbandonare il mondo della musica e tornare nell’anonimato vivendo di lavori umili e soprattutto faticosi. Un lungo e triste periodo per uno come lui che aveva trovato nel canto l’unica ragione di vita. La seconda chance nel mondo della musica è arrivata a un evento funesto in tarda età che lo catapulta nuovamente nel giro dell’industria discografica. Nel ’91 al funerale del suo amico Doc Pomus, cantante blues e autore di grandi classici dell’American Songbook, è presente il Gotha del music business e quando Scott intona ‘Someone’s to watch over me‘ lascia tutti a bocca aperta. Tra i presenti c’è Seymour Stein della Sire che gli offre un contratto per tre album, inaugurato con ‘All The Way‘ che ottiene una nomination ai Grammy Award. Lou Reed gli chiede di partecipare all’album ‘Magic and Loss‘ e di andare in tour con lui, David Lynch lo ingaggia per un episodio di ‘Twin Peaks’ ed è presente nella colonna sonora di ‘Philadelphia’ di Jonathan Demme e di tanti altri film. La sua nuova vita, dall’età di 67 anni, trascorre attraverso dischi, tour in Giappone e in Europa, un nuovo matrimonio – il quinto – e varie onorificenze, dalla performance per l’inaugurazione della Presidenza Clinton nel ’93 a numerosi premi alla carriera come il Living Jazz Legend Award del Kennedy Center di Washington nel 2003 sino all’introduzione nella R&B Hall of Fame nel 2013. Il 12 giugno del 2014 Jimmy Scott è morto a causa di un infarto, a 89 anni nella sua casa di Las Vegas. I Go Back Home racconta e ricorda la vita della voce d’angelo di Scott che, in quasi settantanni di carriera, si è esibito, tra gli altri, al fianco di Charlie Parker, Lou Reed, Charles Mingus, Antony & the Johnsons, Sarah Vaughan, David Byrne, Quincy Jones, Ray Charles e Winton Marsalis. Alla presentazione del prossimo 4 febbraio interverranno: lo sceneggiatore premio Oscar Umberto Contarello, la cantante Maria Pia De Vito e il coordinatore del comitato artistico della Casa del Jazz Luciano Linzi.

L’accesso in sala sarà garantito fino ad esaurimento dei posti disponibili

CASA DEL CINEMA
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Direzione Giorgio Gosetti
in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution
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