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Piano Lupo o “Lupicidio”? L’Italia dice NO all’abbattimento legalizzato dei lupi

piano lupoROMA – La Conferenza Stato-Regioni ha rinviato l’approvazione del nuovo Piano di Conservazione e gestione del Lupo in Italia, la cui attuazione avrebbe comportato l’abbattimento legalizzato del cinque per cento della popolazione totale di lupi (circa 1500 esemplari).
“Se non facciamo questo, il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori. E allora davvero la sopravvivenza del lupo sara’ a rischio”. Così Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, spiega il Piano Lupo. “In certe zone la sua presenza e’ diventata un rischio per le attività agricole, ci sono attività che chiudono per la presenza di questi animali”.
La decisione è rimandata al 23 febbraio, dando così la possibilità di studiare possibili alternative.

Piano Lupo o “Lupicidio”?

Ha vinto la campagna promossa dalle associazioni ambientaliste tra cui WWF, Enpa e Lav, che nei giorni scorsi avevano lanciato un appello alle Regioni per non approvare il Piano Lupo.

Il WWF punta il dito contro le deroghe che legalizzerebbero l’uccisione dei lupi, specie già colpita pesantemente ogni anno dal bracconaggio: la licenza di sparare ai lupi non solo è inutile ma anche dannosa perché non risolve, ma può peggiorare il problema dei danni alla zootecnia con il rischio di legittimare il diffuso bracconaggio sulla specie.

“Non esiste bibliografia scientifica che dimostri che gli abbattimenti legali servono a ridurre i danni e i conflitti”, spiega il WWF. “Al contrario gli studi disponibili dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate e cani da guardia) sono la soluzione più efficace per garantire la convivenza della zootecnia con la presenza del lupo”.

Abbattimenti legali: sono la soluzione ai conflitti uomo-lupo? NO

Come spiega il WWF, la bibliografia scientifica dimostra come gli abbattimenti legali non servano né a ridurre i danni né a ridurre i conflitti, ma piuttosto devono essere letti come un’autentica operazione di “distrazione di massa”.
Si risponde alle istanze delle parti più retrograde degli operatori del settore, attraverso una soluzione che non solo è estremamente pericolosa per una specie che viene già colpita duramente ogni anno da bracconaggio e uccisioni accidentali, ma è del tutto inefficace e improduttiva per gli allevatori e per i pastori.

Le tecniche di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate e cani da guardia), unite ad una corretta attività di informazione, si sono dimostrate la soluzione più efficace per garantire la convivenza della zootecnia con la presenza del lupo.

Sos Lupo

Il lupo (Canis Lupus) è la specie simbolo dell’Italia.
È dal 1971 che sul nostro territorio vige la sua piena tutela.
Dopo un periodo di ripresa della specie e a 50 anni di distanza il lupo sta di nuovo rischiando grosso.
Per salvare il lupo dagli “abbattimenti di Stato” il WWF ha lanciato la Petizione #soslupo rivolta al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e al Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Stefano Bonaccini, in cui si chiede di cancellare dal nuovo Piano per la conservazione e gestione del lupo l’ipotesi di uccisioni in deroga alle norme di tutela e di mettere in pratica tutte le soluzioni possibili per una convivenza con la specie.