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Il Napoli calcio eccellenza italiana: è tra le squadre meno infortunate d’Europa

napoli calcioROMA – Potrà sembrare un controsenso, quasi un beffardo “regalo” del destino. Nonostante il rovinoso infortunio che colpì Milik lo scorso ottobre, il Napoli è tra le squadre europee col minor numero di infortunati in rapporto alle ore di allenamenti sostenuti ed al totale delle partite disputate. A sentenziarlo non una chiacchiera da bar ma addirittura il massimo organo europeo in materia, quella Uefa capeggiata dallo sloveno Aleksander Čeferin.

L’organo transnazionale ha infatti commissionato uno studio meticoloso e argomentato sulla materia, coordinato dal prof. Jan Ekstrand (vera e propria autorità nel campo della traumatologia sportiva, ndr), che con il suo staff presso l’Università svedese di Linkoping, ha posto a confronto trentacinque prestigiosi club di tutta Europa.

Dal luglio al dicembre 2016, Ekstrand e i suoi collaboratori hanno elaborato le percentuali degli infortuni delle rose di mezzo continente in riferimento alle ore di attività sportiva praticata. PSG, Atletico Madrid, Juventus, Porto, Barcellona, i due Manchester, il Chelsea e tanti altri top club, sono stati “vivisezionati” dagli esperti: tra tutte queste squadre, gli azzurri di Sarri e De Laurentis risultano essere una delle compagini europee che si allena con maggiore intensità, per un totale di 5330 ore impiegate con 4804 ore di allenamento (90%) e 527 ore di gioco in partita (10%).

Napoli Calcio: solo 9 infortuni tra luglio e dicembre 2016

Con grande sorpresa, nonostante la grande mole di lavoro, ecco che si registra uno dei risultati migliori: solamente nove infortuni in tutto (quattro in allenamento, cinque in partita) tra cui cinque infortuni muscolari e uno per rottura del legamento (Arkadiusz Milik, come detto in precedenza). Un ottimo parametro se si considera che la media delle compagini prese in esame è pari a 2,6 infortuni con un picco di 9,3 per la squadra con il peggior piazzamento in classifica.

Dietro il brillante successo, non solo statistico, l’ottimo lavoro dell’equipe diretta dal dr. Alfonso De Nicola in collaborazione con i colleghi Enrico D’Andrea e Raffaele Canonico, senza dimenticare la squadra di fisioterapisti (cinque, ndr), che coordina il recupero degli infortunati in accordo con le disposizioni mediche. La gestione del caso più spinoso della stagione partenopea, relativa all’infortunio del centravanti polacco, ne è da esempio: dalla rottura del legamento crociato anteriore durante Polonia-Danimarca dell’autunno 2016 alla convocazione di Bologna dello scorso sabato, passando per l’intervento chirurgico di ricostruzione, sono trascorsi solamente centoquattordici giorni, undici in meno di quelli che servirono, nel 2014, a Lorenzo Insigne per recuperare dallo stesso tipo di infortunio. Per vincere lo scudetto forse c’è bisogno ancora di tempo, per fregiarsi di metodologie e staff di eccellenza è il momento migliore.