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Europa League: disastro Fiorentina, fuori tra i fischi. Roma ko indolore

ROMA – Dalle stelle alle stalle. La parabola della Fiorentina, la magra figura di ieri sera, sono il paradigma di una stagione alla “vorrei, ma non posso”. Se una settimana fa si salutava l’eurogol di Bernardeschi che aveva zittito il Borussia Park e ci si lanciava nel quantificare le percentuali di qualificazione della Viola, dopo la Caporetto consumata al Franchi (2-4, dopo il primo tempo chiuso sul 2-0) le percentuali si riferiscono alla permanenza o meno di Sousa in riva all’Arno. Passano, dunque, con merito i tedeschi del ‘Gladbach. Passa anche la Roma, perdendo in casa dopo la passeggiata di una settimana fa in terra spagnola. Altre, però, sono le ansie di Spalletti e soci: con un derby in arrivo e uno stadio che si allontana, rimane complicato dirsi sereni.

FIORENTINA-BORUSSIA MONCHENGLADBACH=2-4

Mettersi nei panni del povero tifoso viola, stasera, è davvero sconfortante. In pochissimi, dopo il doppio vantaggio a firma Kalinic e Valero, avrebbero mai pensato che sarebbero stati testimoni di una delle serate più tristi della storia recente viola. Gigliati che non avevano mai subito quattro gol in competizioni europee; tedeschi che non avevano mai rifilato un poker di reti nei frequenti incroci con le italiane: salta tutto, nella serata del Franchi. Il giustiziere dei toscani è Stindl, che cala il tris in un quarto d’ora: pareggio e sorpasso completato. Ci pensa poi Christensen a gelare i quarantamila sugli spalti. La Viola è fuori, ingloriosamente. Qualcuno prima o poi, dovrà spiegare perché.

ROMA-VILLAREAL=0-1

A fine gara, Spalletti ammette le sue colpe, certe scelte soprattutto sui tempi di gioco, penalizzano la Roma che perde, in maniera indolore, il ritorno del doppio confronto con il Sottomarino Giallo, o quanto ne rimane. Dopo il poker calato in casa Villareal una settimana or sono, la gara di ritorno non aveva molto da dire. L’ambiente Roma, inutile dirlo, non è che avesse testa per questa gara: da giorni, è tutto distratto dall’affaire stadio, che nelle ultime ore pare si sia decisamente complicato. Ad oggi, poco effetto hanno sortito anche le dichiarazioni di Pallotta, chiaramente tese a forzare la mano, quando paventa la possibilità di un suo addio, dovesse mai la questione stadio chiudersi definitivamente. Un brutta vicenda fa da sfondo ad una Roma che avanza in Europa. Ora sarà sorteggio, ma anziché in Europa, la testa non si allontana da Tor di Valle.