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L’intelligenza artificiale vince al Texas Hold’em. Battuti 10 giocatori su 11

intelligenza artificiale vince al Texas Hold'emROMA – L’intelligenza artificiale vince al Texas Hold’em. Continua, infatti, la serie fortunata per la macchina. Dopo gli scacchi e il poker classico, DeepStack – così è stato chiamato – si è spinto oltre. Nel gioco che prevede migliaia di possibili decisioni per poter battere gli avversari. Il programma, descritto sulla rivista Science, è stato messo a punto fra Canada e Repubblica Ceca, con il coordinamento di Michael Bowling.

L’intelligenza artificiale vince al Texas Hold’em: grazie a delle intuizioni sa riconsiderare la propria strategia

DeepStack, nella pratica, ha mostrato di saper ragionare e usare una sorta di ‘intuizione’ per riconsiderare la propria strategia. Nonostante la complessità del gioco, colpisce come il programma abbia agito alla stessa velocità dell’uomo, con una media di soli 3 secondi per mossa.

Un risultato che può avere applicazioni anche in tutti quegli ambiti in cui bisogna prendere decisioni complesse, dalla medicina alla difesa. Così ha battuto 10 giocatori professionisti su 11. Il risultato è stato ottenuto dopo quattro settimane di gare e circa 3.000 partite che sono servite per perfezionare la sua tecnica.

Una tecnica tutta particolare che consiste nel valutare la partita non nel suo complesso ma in ogni suo segmento. “Insegniamo al sistema a imparare a valutare le situazioni – ha spiegato Bowling – Ogni situazione è una mini-partita di poker. Invece di risolvere la partita intera, il programma risolve milioni di queste micro-partite, ognuna delle quali lo aiuta a rifinire la sua intuizione su come funziona il poker”.

 Deepstack segna un ulteriore passo in avanti nello studio delle intelligenze artificiali. Solo qualche mese fa Libratus, creata dalla Carnegie Mellon University, vinto contro quattro dei migliori giocatori al mondo a poker classico. Una vittoria che gli ha fatto incassare ben 1.7 milioni di dollari. La sfida si è svolta durante il torneo The Brains vs Artificial Intelligence a Pittsburgh alla sua seconda edizione. L’anno scorso, invece, a provarci era stato Claudico ma senza risultati. Insomma, l’inizio dell’anno ha portato bene alle macchine artificiali.