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8 marzo. “Sul nostro corpo decidiamo noi”, sciopero delle studentesse della Sapienza

ROMA – Niente fiori o mimose alla Sapienza di Roma questa mattina, ma disegni tribali sui visi, striscioni e slogan. In molti tra gli studenti dell’ateneo romano hanno aderito allo sciopero nazionale organizzato dall’associazione ‘Non una di meno’, in occasione della Festa internazionale delle donne. Le ragazze hanno sospeso la didattica per un giorno con un messaggio chiaro: “Oggi la lezione ve la diamo noi- si legge su uno degli striscioni- sul nostro corpo non decidete voi”. E ancora: “Se le nostre vite non valgono, allora scioperiamo, il sapere è la nostra arma”.

Salario minimo garantito, maggiori diritti per maternità e salute, stop al lavoro gratuito, reddito di autodeterminazione, ma soprattutto libera autonomia del proprio corpo e “mai più violenza di genere”, sono solo alcune delle rivendicazioni da parte delle giovani scese in piazza questa mattina. “Questa è una mobilitazione trasversale che sta coinvolgendo tutti- ha detto una manifestante- lo scorso 26 novembre lo abbiamo già dimostrato: migliaia di persone in piazza in una fase in cui si parlava solo di referendum. Le donne hanno saputo dimostrare che la violenza non è una questione solo emergenziale e i femminicidi sono la punta dell’iceberg di un problema culturale molto più profondo”.

La mobilitazione, iniziata a metà mattinata ai piedi della statua della Minerva davanti alla sede del Rettorato, prevede un’assemblea generale e un mini-corteo all’interno della città universitaria. Durante le prime fasi della protesta, anche un siparietto con il rettore Eugenio Gaudio. Durante una foto di gruppo con alcuni studenti spagnoli, sulla scalinata del rettorato, Gaudio è stato incalzato dai manifestanti che con il megafono gli hanno chiesto se lui e gli studenti intendessero aderire allo sciopero: “Questi ragazzi sono stranieri”, ha risposto laconico il rettore.