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Domenica Live, Paola Turci racconta l’incidente d’auto: “Mi sentivo la faccia aperta” – VIDEO

Una distrazione al volante che avrebbe potuto costarle la vita.
Paola Turci racconta l’incidente d’auto a Domenica Live

ROMA – Tra gli ospiti di Barbara D’Urso nella puntata di Domenica Live del 12 marzo c’è anche Paola Turci.
Quinta classificata a Sanremo 2017 con il brano “Fatti Bella per Te”, è tornata a parlare del dramma che le ha cambiato la vita.
Era il 15 agosto del 1993 quando l’auto guidata dalla cantantautrice è sbandata sulla Salerno-Reggio Calabria, ribaltandosi più volte.
24 anni dopo, Paola Turci racconta l’incidente a Domenica Live con emozione, tra lacrime e commozione.

Paola Turci racconta l’incidente d’auto: “mi sono distratta con il cellulare”

 

“Stavo andando dalla Sicilia alla Campania perché dovevo fare un concerto. Guidavo io, l’unica volta in 30 anni di carriera che ho guidato la macchina andando ai concerti, prché il mio driver, il tour manager, era molto stanco, avevamo fatto molto tardi… ero in un momento molto infelice della vita, però mi sentivo onnipotente, invincibile.

Ad un certo punto, ho guardato il telefono. Avevo chiamato tutti, tutta la mia rubrica. Il telefono si spegneva spesso. Ho guardato la presa del telefono, quella dell’accendino, era staccata. Vado per rimetterla, ho guardato giù e mi sono distratta.

Ho sentito il mio driver accanto che diceva ‘Attenta!’

Io guardo la strada e vedo il guardreil che stavo per sfiorare e ho sterzato immediatamente.
Andando a destra ho visto un fosso, non c’era un guardreil, ero all’altezza di Torano-Cosenza, non c’era niente. In 10 secondi ho realizzato che non dovevo andare nel fosso, quindi sterzo a sinistra, non correvo, andavo a 120.
Mi sono detta: ‘faccio sbattere la macchina al guardreil così si fermerà’

Invece non si è fermata.

Paola Turci racconta l'incidente d'autoNell’impatto ho chiuso gli occhi.  E li è successo tutto.

La macchina ha continuato sul guardreil per altri 100 metri, si è accoartociata e poi ha cappotato. E da lì, io non ho potuto più aprire gli cchi, sono rimasta dentro la macchina e ho capito immediatamente cosa era successo perché mi sentivo tutta la faccia aperta.

Hai presente il telefono della doccia quando esce l’acqua?

Avevo questi zampilli in orizzontale, sentivo questa sensazione e lì mi sono detta subito: ‘calmati, questa situazione va presa con calma’, perché se no sarei impazzita.

Sentire la sensazione di avere la faccia aperta e tutto il sangue che usciva fuori è stato assurdo, surreale.
Quindi mi hanno tirato fuori, mi hanno disteso.

Lì c’è stato il delirio.

Le cartoline con il mio nome sparse per tutta l’autostrada. Era il 15 agosto, erano le 6.30, passava poca gente, poche macchine, ma si sono iniziate a fermare.
E io sempre con gli ccchi chiusi sentivo, non vedevo niente, ma sentivo le urla delle persone che mi hanno riconosciuta e gridavano “Paola Turci, Paola Turci”.

Per due anni mi sono usciti vetri dalla faccia

Infatti mi autodefinivo la Vetraia. Ho avuto 13 operazioni, 12 solo nell’occhio e una sulla guancia.
100 punti in tutto.

Ma parliamo veramente di un pezzetto di viso, occhio e guancia.
All’inzio avevo anche dei punti dall’altra parte che sono andati via.