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“Sfida accettata”, ecco perché Facebook è invaso dai ricordi

sfida accettataROMA – Avrai notato che molte persone stanno postando su Facebook foto in bianco e nero accompagnate dalle parole “sfida accettata”.
Si tratta di una catena social, nata l’estate scorsa in Inghilterra, dove gli utenti condividono un ricordo invitando gli aimci a fare lo stesso.
Ma a che scopo?
Non è ben chiaro chi abbia lanciato l’iniziativa, diffusasi anche su Twitter e Instagram con l’hashtag #sfidaaccettata
In molti sostengono si tratti di una campagna simile al più famoso Ice Bucket Challenge, quando gli utenti partecivano alla “sfida del ghiaccio” per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla SLA.

Questa volta però, l’iniziativa sarebbe rivolta ad aumentare la consapevolezza del cancro, invitando le persone a condividere foto in bianco e nero come lotta simbolica contro la malattia.
Una volta messo un “mi piace” sulla foto di un amico, vieni invitato con un messaggio privato a partecipare alla catena e accettare la sfida.
Molti personaggi famosi hanno partecipato all’iniziativa.

Tuttavia, la nuova catena social non sembra essere affiliata con alcuna associazione specifica.

Il flop della “Sfida accettata”

In Inghilterra si è trattato di un fuoco di paglia.
Molti pazienti malati di cancro si sono trovati d’accordo nel giudicare la moda della “sfida accettata” come superficiale e stupida.
“La gente partecipa con il pensiero di fare qualcosa di utile” aveva scritto Melanie in n post, una donna che ha combattuto la malattia per quattro anni. “La realtà del cancro è che non è un gioco”.

In un altro post, scritto da Debby, si legge:

“Sfida accettata”: è la frase che in questi giorni si trova ovunque sul social, insieme a foto in bianco e nero per una campagna di “sensibilizzazione” alla lotta contro il Cancro.
Personalmente non capisco il senso di una foto in bianco e nero e meno ancora capisco foto che ritraggono reggiseni e pance piatte, ma rispetto le motivazioni di ognuno.
Non voglio fare polemiche ma solo esprimere un pensiero, specie se mi vengono inviate richieste di “partecipazione”.
Il Cancro non sono sfumature di grigio. Il grigio è sterile, arido, morto.
Il Cancro ha tanti colori. Anche il colore della paura, ma c’è l’ha!
Perché il Cancro spiazza, fa paura, terrorizza.

Sensibilizzare le persone alla lotta contro il Cancro, è farle pensare a cosa sia davvero.
A cosa provano i malati e chi li accompagna.
È fare prevenzione, essere informati, è imparare a parlarne.
Essere sensibili alla lotta contro il Cancro, è immaginarsi senza capelli, con dieci chili di troppo per via del cortisone e senza forza per andare verso il bagno.
Essere sensibile è chiedersi “come starei io?”.
Essere sensibili non è mettere una foto è poi sparire davanti ad un amico malato perché ci si sente impotenti.

Forse bisognerebbe amare di più ciò che di prezioso si ha: la vita.
Prendere coraggio ed ammettere di avere una gran paura di questa parole che uccide ancora.
È fare una telefonata e chiedere “come stai?” ammettendo di non saper cosa dire, di sentirsi imbarazzati. Spesso poi ci si mette a ridere e tutto diventa più facile.
Sensibilità è esserci.
È regalare un sorriso silenzioso, un aiuto concreto.

Perché noi malati di Cancro, abbiamo soprattutto bisogno di non sentirci soli ed a volte basta davvero poco.
Abbiamo i mezzi e l’intelligenza…

Buona giornata anime belle.