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Domani il museo Explora sarà “Sotto un cielo di bit”

ROMA – Grandi palloni, dotati di particolari sensori, eseguono osservazioni nello strato dell’atmosfera più vicino alla superficie terrestre, chiamato strato limite. Dalle Isole Svalbard, oltre l’80° parallelo Nord, si studiano quali conseguenze hanno sull’Artico gli inquinanti prodotti dalle attività umane alle nostre latitudini. Quali sono e come funzionano queste speciali strumentazioni? E come possono aiutarci a capire meglio l’inquinamento dell’aria, il clima e i suoi cambiamenti? Lo scopriranno gli studenti che domani 17 marzo (alle ore 10) a Explora, il Museo dei bambini di Roma, parteciperanno all’incontro ‘Sotto un cielo di bit’, organizzato da Green Cross in collaborazione con il Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

In video-collegamento con la base Dirigibile Italia del CNR a Ny-Ålesund (Isole Svalbard), i ricercatori in missione al Polo Nord spiegheranno l’importanza della raccolta di dati scientifici per lo studio dei processi che sono alla base dei cambiamenti climatici in Artico e l’impatto che hanno alle nostre latitudini. Punto forte dell’appuntamento, sarà l’esecuzione di misure in diretta utilizzando un pallone “frenato”, che toccherà quota 800-1000 metri. Al pallone sarà agganciata una struttura chiamata “gondola” in cui sono installati gli strumenti per misurare i parametri fisici, tra cui temperatura, pressione e umidita’, ma anche aerosol e gas residui di prodotti chimici generati dalle attivita’ industriali, che danno indicazioni di come sta cambiando l’ambiente anche in Artico.

“Altrettanto importante – racconta Angelo P. Viola, ricercatore dell’Isac-Cnr, tra i relatori dell’incontro – sarà valutare in Artico la presenza del ‘black carbon’, particelle di carbonio elementare ottenute dai processi di combustione che, trasportate dalla circolazione atmosferica, contribuiscono ad alterare, depositandosi, le proprietà fisiche delle superfici dei ghiacciai marini e terrestri e ne accelerano il processo di fusione”. Queste ricerche verranno discusse con i ricercatori che si trovano nel laboratorio di Gruvebadet, fuori dal centro di Ny-Ålesund, con cui gli studenti avranno modo di colloquiare durante il collegamento in teleconferenza dal Museo Explora.

“Studi sulla composizione chimica dell’aerosol presente in queste zone remote del Pianeta sono fondamentali per comprendere fino a che punto sia compromesso il suo ‘stato di salute’ e se davvero, in certi casi, si sia prossimi ad un punto di non ritorno – dichiara Valerio Rossi Albertini, fisico-chimico del Cnr e membro del comitato scientifico di Green Cross -. Le nuove tecnologie sono un potente strumento di accesso e di trasferimento della conoscenza, capaci di costruire un futuro più efficace, intelligente, pulito”. Le iniziative di educazione ambientale di Green Cross Italia proseguono con la 25esima edizione di del concorso “Immagini per la Terra”, realizzato in collaborazione con il Miur, che chiede alle scuole di inviare articoli, inchieste, fotografie, video e spot sui temi della sostenibilita’ ambientale entro il 31 marzo. I lavori verranno valutati da una giuria di esperti entro la fine dell’anno scolastico e gli istituti vincitori riceveranno 1.000 euro, che potranno essere usati per allestire laboratori scientifici, acquistare testi di ecologia o realizzare piccoli osservatori ambientali.