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Il ministro Fedeli premia a Rebibbia la vincitrice ‘Donne per la pace’

ROMA – L’angelo rosso. È questo il titolo dell’opera di Luciana Katrine Alves De Oliveira, una giovane donna brasiliana detenuta nella Casa Circondariale femminile di Rebibbia a Roma, premiata oggi pomeriggio nel teatro del carcere dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli per il concorso Miur ‘Donne per la pace’.

Fedeli premia a Rebibbia la vincitrice ‘Donne per la pace’

Emozionata il ministro che ha voluto far visita al carcere per premiare personalmente la ragazza che non aveva potuto partecipare alla cerimonia che si e’ tenuta al Quirinale lo scorso 8 marzo. Emozionate anche le detenute che hanno avuto occasione di riflettere sull’importanza dell’istruzione e dell’arte all’interno delle carceri. Luoghi di detenzione, ma anche di riabilitazione, di rieducazione alla vita e ad una normalita’ da non guardare solo da dietro le sbarre, ma da immaginare ed assaporare con il pennello in mano. È quello che ha fatto Luciana, che con un acrilico su tela si e’ aggiudicata il primo posto e ha gia’ mandato un altro lavoro al concorso ‘Marta Russo’. E lo ha fatto dipingendo un angelo, simbolo di pace, forza ed armonia, che si veste di rosso e rappresenta tutte le donne, nessuna esclusa, e che siede su un mondo.

Un angelo perchè “le donne distributrici di amore e di forza”

“Quando abbiamo trattato il tema abbiamo parlato delle donne che hanno lottato per la pace, che hanno dato un contributo storico e letterario nella storia della liberta’ delle donne- spiega a diregiovani.it l’insegnante di pittura delle detenute Marisa Antonacci-. La sua attenzione non cadeva su una donna in particolare, quindi ha pensato di dipingere una donna che le rappresentasse tutte”. Un angelo, perche’ le donne in fondo sono delle distributrici di amore e di forza, hanno un ruolo pacificatore. In rosso perche’ il rosso e’ simbolo dell’amore e della passione. In un momento e in un luogo difficili, Luciana ha scoperto l’arte, la passione che l’ha salvata e continua a salvarla dalla sofferenza della reclusione. E che, come per Luciana, e’ veicolo di espressione per tutte le detenute che usano i colori per gettare uno sguardo al di la’ delle sbarre.

Fedeli: con l’istruzione e la formazione si riconquista la propria vita

“Sono molto contenta di questo incontro- ha detto alle detenute e ai docenti Fedeli-. Volevo ringraziare di cuore non
solo la premiata e dirle che con questo suo lavoro si riesce a guardare al dopo, a guardare oltre e ha dimostrato che con l’istruzione e la formazione si riconquista la propria vita. Ma volevo anche fare un ringraziamento alle docenti e alla preside che lavorano qui da anni, per il loro lavoro straordinario, importante e motivante”. Ringraziamenti accompagnati dalla proposta del ministro di “vedersi per affrontare i temi per sostenere meglio il lavoro dei docenti che fanno questa straordinaria attivita’”. Insegnanti guidati dal dirigente scolastico del liceo artistico ‘Enzo Rossi’ Mariagrazia Dardanelli, che consegna al titolare del dicastero di viale Trastevere due foulard realizzati su disegni delle detenute e una scultura in marmo che rappresenta un abbraccio. Un abbraccio che parla d’amore, ma anche di altro. Una delle due figure rappresentate ha, infatti, la forma di una tenaglia, a rappresentare quella violenza sulle donne che troppo spesso nasce da forme malate d’amore.  “Sono undici anni che siamo qui prima con l’istituto d’arte e ora con il liceo artistico ‘Enzo Rossi’- spiega a Diregiovani Dardanelli-. Lavoriamo con le donne per il loro riscatto, per dare loro una formazione oltre che culturale anche artistica e delle competenze che potranno spendere una volta uscite dalla reclusione”. Al termine della premiazione e dopo aver salutato le detenute, Fedeli ha poi visitato le aule della loro scuola, quelle dove le studentesse frequentano i laboratori e le lezioni. Aule decorate con i loro lavori che spesso rappresentano i volti di altre donne.