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Prima polemica all’Eurovision. L’Ucraina nega l’ingresso alla cantante russa

polemica all'EurovisionROMA – Prima polemica all’Eurovision. Al centro delle discussioni Yulia Samoilova rifiutata dall’Ucraina. La sua colpa quella di essere russa e di aver cantato in Crimea nel 2015 e di essersi recata nella penisola senza le necessarie autorizzazioni emesse da Kiev. Adesso per lei si prospettano tre anni di ban. Una punizione che ovviamente la escluderebbe dal concorso canoro dove la cantante dovrebbe rappresentare la Russia con la canzone “Flame is burning”.  Lo scorso anno, per lo stesso motivo, la stessa sorte toccò ad altri 140 artisti.  Neanche l’importanza dell’Esc ha, però, fatto cambiare idea alle autorità ucraine. “La legge è uguale per tutti – ha detto il capo dei servizi di sicurezza Vasily Grizak – penso non debba venire in Ucraina”.

“Questo è un ulteriore atto oltraggioso, cinico e disumano da parte delle autorità di kiev”, ha risposto il vice ministro degli esteri russo Grigory Karasin. La scelta di candidare la Samoilova è stata vista come una vera e propria “provocazione” da parte della Russia. Yulia Samoilova, classe 1989, è una cantante disabile costretta su una sedia a rotelle a causa di un atrofia muscolare spinale. Nel 2013 è stata la seconda classificata della terza stagione di “Faktor” (versione russa di “X Factor”). L’anno seguente ha preso parte alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali. Un’artista, quindi, scelta per le sue doti e non per mettere in atto una contestazione.

Prima polemica all’Eurovision: la Russia presenterà una denuncia alle Nazioni Unite e al Consiglio d’Europa

“Dobbiamo rispettare le leggi locali del Paese ospitante, ma siamo profondamente delusi da questa decisione che va contro lo spirito della competizione e il valore di inclusività che ne sta alla base. Continueremo a dialogare con le autorità ucraine con l’obiettivo di garantire che tutti gli artisti possano esibirsi a Kiev a maggio”, ha assicurato l’Unione europea di radiodiffusione. “La decisione di Kiev di vietare la partecipazione all’Eurovision della rappresentante russa Yulia Samoilova è pericolosa per la stessa sopravvivenza del festival”, ha commentato Piotr Tolstoi, vice presidente della Duma.”Perché senza il pubblico russo il concorso è inimmaginabile: la Russia è una grande parte dell’Europa”.

“Le autorità ucraine – ha detto Elena Sutormina, membro della Camera Pubblica russa – respingono ogni tipo di dialogo costruttivo e violano tutte le leggi internazionali. Andremo dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa e alle Nazioni Unite, perché è inaudito”. Verrà presentata, quindi, una denuncia alle Nazioni Unite e al Consiglio d’Europa.

Prima polemica all’Eurovision: Robbie Williams si candida per sostituire Yulia

Nel caso in cui non si potesse trovare un accordo, pronto a sostituire Yulia ci sarebbe Robbie Williams. “Adoro l’Eurovision, uno show grandioso. Mi piacerebbe rappresentare la Russia. Forza Russia, possiamo vincere!”, ha detto di recente alla tv russa. L’opzione Williams, però, potrebbe non essere accolta con grande gioia dato che nel testo di “Party like a Russian” ci sono riferimenti più o meno espliciti al presidente Vladimir Putin.