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Ong mappa i “curricula” delle seconde generazioni

REGGIO EMILIA –  I giovani immigrati di seconda generazione possono arricchire lo sviluppo della società  e  dell’economia italiana, ma anche quelle dei loro Paesi di origine. E’ la premessa di fondo del progetto “Professionisti senza frontiere” che, tramite un questionario on line, si propone di “mappare” le competenze degli stranieri presenti oggi in Italia, aprendo per loro opportunita’ professionali nel campo della cooperazione internazionale. Capofila dell’iniziativa, finanziata dal ministero dell’Interno, e’ l’organizzazione non governativa “Focsiv-volontari nel mondo”, affiancata nel progetto dalla Regione Marche, l’ente di ricerca Enea, e cinque associazioni.

Focsiv-volontari nel mondo a colloquio con la Dire

La ‘Dire’ ha incontrato una dei referenti dell’Ong, Onoria Tosi, che spiega: “Il nostro progetto parte dalla  consapevolezza che gli immigrati di seconda generazione sono una ricchezza sia per la societa’ e l’economia italiana, sia per il loro contesto di partenza. In questa fase stiamo facendo una mappatura delle professionalita’ degli  immigrati, raccogliendo i dati attraverso la compilazione di un questionario on line”. Da qui, prosegue Tosi, “vorremo arrivare alla creazione di un ‘database’ che sia a disposizione di associazioni, agenzie di lavoro e aziende, che cercano queste competenze”. I “curricula” raccolti- http://bit.ly/2lqgK5S, il link per compilare il questionario- sono oggi circa 300. Ma la “selezione” e’ ancora aperta: “Nell’immediato- conclude infatti Tosi- ricerchiamo ingegneri ambientali, esperti di energie rinnovabili e agronomi, da impiegare in particolare in progetti di  cooperazione in Etiopia, Costa D’Avorio e Senegal”.

Le nuove generazioni italiane

Una giornata di lavoro sui temi dell’integrazione, con al centro “le nuove generazioni italiane”, dei figli di immigrati che da anni risiedono in Italia. Ma soprattutto una grande festa del dialogo in uno dei luoghi simbolo  dell’antifascismo italiano. Cosi’ si e’ conclusa oggi a Gattatico (Reggio Emilia) all’Istituto Cervi, la due giorni dei “Costruttori di ponti”, iniziata ieri in sala del Tricolore promossa dalla stessa Casa Cervi con il Comune di Reggio, i ministeri dell’Istruzione e delle Politche sociali, l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia e il coordinamento nazionale delle associazioni dei “nuovi italiani” Congg. Piu’ di 100 i partecipanti ai sei tavoli di discussione avviati fin da questa mattina, per sentire dalla loro viva voce come le seconde generazioni di immigrati, nati o cresciuti in Italia, vivono la scuola, il lavoro e la cultura e lo sport, il rapporto con i media e le rivendicazioni in tema di partecipazione e diritti. Immancabile su questo punto la critica sull’iter della legge di riforma della cittadinanza, ferma in Senato da ottobre 2015 (sepolta da 8.000 emendamenti leghisti), espressa tra l’altro anche dall’eurodeputata Cecile Kyenge. Ma una tirata d’orecchie e’ arrivata anche per gli organi di informazione, chiamati al maggior rispetto dei principi deontologici della “Carta di Roma” nelle cronache dei fenomeni migratori. Il tutto riassunto in una tavola rotonda dove la presidente dell’Istituto Cervi, Albertina Soliani, ha come di consueto lanciato un messaggio di speranza ai giovani: “I luoghi parlano. Qui diciamo che tutti coloro che nascono o crescono in Italia hanno il diritto di guardare al futuro con le stesse opportunita’”.

Per il Comune di Reggio hanno preso parte all’appuntamento gli assessori a Istruzione e Citta’ Internazionale Raffaella Curioni e Serena Foracchia. “Da questa giornata che si inserisce nel filone di politiche sull’integrazione che da tempo perseguiamo- spiega Curioni- sono emersi spunti interessanti di discussione e partecipazione. Ma soprattutto si e’ parlato per la prima volta di politiche di integrazione proprio con chi ne deve essere il destinatario”.