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Pagati per dormire. 16.000 euro a chi riesce a stare due mesi a letto

pagati per dormireROMA – Sembra il lavoro più bello del mondo, eppure non è facile trovare volontari. Pagati per dormire. È questo quello che offre l’Istituto di medicina e fisiologia spaziale di Tolosa. Obiettivo: studiare gli effetti della microgravità, la condizione di assenza di peso “tipica delle Stazioni Spaziali Internazionali (Iss)”, come ha spiegato il professor Arnaud Beck, a capo dell’esperimento.

A.A.A cercasi 24 uomini pagati per dormire

Esperimento a cui si può partecipare solo a determinate condizioni. Non basta essere soltanto appassionati di sonnellini e dormite in generale.

Si cercano, infatti, 24 uomini di età compresa tra i 24 e i 45 anni, in forma, sportivi e non fumatori. Questi non devono avere allergie alimentari e necessitano di un indice di massa corporea compresa tra 22 e 27. Una volta distesi a letto sarà vietato persino andare in bagno. Mangiare, bere, lavarsi ed espletare le umane funzioni biologiche. Tutto da fare rigorosamente sdraiati. Almeno una spalla dovrà essere sempre poggiata a letto.

I 60 giorni, però, diventano 88 dato che chi verrà “assunto” dovrà obbligatoriamente partecipare a quattro settimane di test. Due prima di iniziare per testare la propria capacità di portare a termine il compito. Due alla fine per verificare gli effetti sul corpo a lavoro concluso.

Pagati per dormire: l’esperienza di Andrew

Quello dell’Istituto  di medicina e fisiologia spaziale di Tolosa non è il primo esperimento simile che è stato fatto. Ecco il racconto di Andrew Iwanicki che nel 2015 ha partecipato a un’esperienza simile commissionata dalla Nasa.

“Il 2 dicembre mi sono svegliato e, per la prima volta dopo 70 giorni, – ha raccontato dopo tre mesi di letto – mi sono alzato e ho poggiato i piedi per terra. O almeno ci ho provato. pagati per dormireLe infermiere mi hanno trasportato con una sedia a rotelle su un letto che sarebbe poi stato inclinato poco a poco, con gli strumenti per misurare la pressione attaccati alle dita e alle braccia e una macchina a ultrasuoni puntata al cuore. Con il tono di incoraggiamento con cui ci si rivolge a un neonato che sta imparando a camminare mi hanno detto di provare a stare in piedi per 15 minuti”,

Non è stata, però, una sensazione piacevole. Non appena il letto è stato messo in posizione verticale, mi sono sentito le gambe pesanti come non mai. Il cuore ha raggiunto i 150 battiti al minuto. Avevo prurito ovunque ed ero sudato fradicio. Il sangue mi è sceso alle gambe, irrorando le vene che durante i mesi passati a letto si erano fatte sempre più elastiche. Pensavo di svenire. Fin dall’inizio rimanere in piedi era incredibilmente difficile, ed era sempre peggio. All’ottavo minuto, il mio battito cardiaco si era abbassato a 70 BPM: il mio corpo stava collassando. Mentre cominciava a offuscarmisi la vista, lo staff medico ha visto i miei valori crollare e ha immediatamente rimesso il letto in posizione orizzontale. Solo più tardi mi è stato comunicato che nessuno di quelli che hanno partecipato all’esperimento è riuscito a stare in piedi per tutti e 15 i minuti”.

Pagati per dormire: gli effetti collaterali

Insomma, le ripercussioni sul corpo compongono una lista abbastanza lunga. Pressione bassa, problemi cardiovascolari, vertigini, perdita di peso, indebolimento degli arti inferiori, e perdita del tessuto muscolare. Il corpo, infatti, si atrofizza perché non irrorato adeguatamente. I recettori della pianta – specialmente all’inizio – dei piedi non riconoscono più le condizioni del passato e inviano segnali errati che traggono in inganno nella deambulazione. Per questi motivi agli astronauti che sono mandati in lunghe missioni nello spazio è richiesta una lunga fase post viaggio di riabilitazione. Almeno due mesi, infatti, servono per tornare alla normalità.