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Ricerca, da Italiadecide 10 mosse per rilanciare la crescita

Roma – Dieci le proposte per produrre, “in un tempo breve e con risorse finanziarie limitate ma mirate, un positivo effetto sul tasso di innovazione del sistema produttivo”. Sono quelle suggerite da Italiadecide, associazione per la qualita’ delle Politiche pubbliche, presieduta da Luciano Violante, che oggi a Montecitorio alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presentato l’ottavo rapporto, ‘Universita’, Ricerca, Impresa’.

Queste le 10 mosse per “rilanciare la crescita”:

– Riformare le lauree professionali creando innovazioni sui requisiti di docenza, definendo un modello di governance aperto a imprese, professioni, pubblica amministrazione;
– Monitorare gli effetti delle nuove norme (ad esempio in materia di procedure di acquisto e fornitura) per verificare l’opportunita’ o meno di ulteriori interventi correttivi;
– Riordinare il sistema dei finanziamenti, oggi “troppo polverizzato”, stabilendo i fondi ordinari per consentire agli enti una adeguata programmazione;
– Definire lo stato giuridico dei ricercatori e dei tecnologi che preveda condizioni generali per la mobilita’ tra enti di ricerca e universita’ con il superamento dell’incompatibilita’ fra attivita’ di docenza e ricerca e attivita’ d’impresa;
– Istituire un sistema di governance della ricerca piu’ unitario, nel quale siano identificate sedi di indirizzo strategico delle attivita’ di ricerca e di coordinamento per lo sviluppo delle grandi infrastrutture di ricerca;
– Istituire una linea dedicata al finanziamento della validazione dei risultati della ricerca e una linea di finanziamenti paralleli ad H2020, al fine di avere maggiore omogeneita’ nei finanziamenti a fondo perduto e terzieta’ di valutazione;
– Realizzare una iniziativa ministeriale per la certificazione delle competenze acquisite in esito ai percorsi di tirocinio presso i luoghi di lavoro (anche in termini di crediti formativi);
– Costituire un partenariato fra universita’ e imprese per l’inserimento professionale dei dottori di ricerca;
– Promuovere la creazione di una holding di investimento quotata che investa con una prospettiva di medio periodo nel meglio della ricerca italiana, coinvolgendo nel capitale e nell’affiancamento alle start-up grandi gruppi industriali, italiani e multinazionali;
– Valorizzare il ruolo degli atenei, quali elementi fondamentali dei processi di innovazione, incentivando forme di collaborazione con le start-up.

IN ITALIA STATO SALUTE SETTORE E’ BUONO, MA SPESA IN ISTRUZIONE TERZIARIA AL DI SOTTO MEDIA UNIONE EUROPEA

Il livello della ricerca in Italia e’ da considerarsi “mediamente alto”, con un “carattere strutturale e profondamente radicato”. Secondo il rapporto, il buono stato di salute del settore e’ riscontrabile “dal successo dei nostri ricercatori nei contesti internazionali e la loro eccellenza nelle pubblicazioni scientifiche”. Dato tanto piu’ meritorio se si considera che in Italia la spesa nell’istruzione terziaria vale lo 0,9% del Pil, nettamente al di sotto della media Ue (1,4%). Il nostro Paese inoltre, si apprende dallo studio, occupa le ultime posizioni anche nella spesa in R&S: lo 0,5% del Pil per la ricerca pubblica (contro lo 0,6 della media Ue) e lo 0,7% per la ricerca privata (contro l’1,2 Ue). Il settore della ricerca pubblica e’ stato all’avanguardia in Italia nell’affrontare i temi legati a start-up innovative, spin-off della ricerca e incubatori universitari. Il Rapporto indica la strada di una maggiore capacita’ sinergica fra politiche europee e nazionali, fra comparti amministrativi e fra Ministeri. Di fronte a tassi di disoccupazione per i laureati tra i 25 e i 39 anni superiori al 10% (contro il 2% della Germania) e a un tempo di transizione scuola-lavoro doppio rispetto alla media Ue, l’attivazione di lauree professionali, piu’ orientate all’innovazione e al problem solving, aumenterebbe le chance di occupazione immediata.

L’Italia e’ la seconda manifattura d’Europa, con una straordinaria qualita’ di produttori. Quando si passa dalla qualita’ alla quantita’, emerge pero’ che i volumi di ricerca prodotti sono modesti. Nel triennio 2012-14, si legge nel rapporto, solo il 44,6% delle imprese con 10 o piu’ addetti ha svolto attivita’ finalizzate all’introduzione di innovazioni, e il peso della spesa privata in ricerca in Italia si ferma al 54% (contro la media Ue del 63%). Sono inoltre basse le percentuali di datori di lavoro in possesso di un titolo di istruzione terziaria (22%) e la quota di dipendenti laureati: per ridurre questo gap, spiega Italiadecide che a queeto proposito ha anche elaborato 10 proposte per il “rilancio della crescita”, e’ necessario potenziare le iniziative di alternanza universita’/lavoro e i dottorati industriali.

FEDELI: RAPPORTO ITALIADECIDE RICCO E ANALITICO

Un rapporto “ricco e analitico” sui temi dell’universita’, della ricerca, dell’innovazione e della crescita, che e’ il segno “che condividiamo la centralita’ della formazione e del sapere come fattori cruciali per affrontare in modo positivo le sfide che attendono il Paese in un mondo globalizzato e in perenne cambiamento”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli nel corso del suo intervento. “Fa piacere leggere nel Rapporto- ha aggiunto Fedeli-che per la prima volta dopo molti anni, si manifesta la volonta’ di definire un’ampia politica pubblica per l’innovazione. Questo e’, infatti, il percorso che abbiamo intrapreso e su cui ci stiamo impegnando concretamente. Penso ai percorsi di riforma e di semplificazione dell’Universita’ avviati, in simultaneita’ con la norma di autonomia degli Epr (enti pubblici di ricerca, ndr), in sede di Legge di bilancio 2017. Penso alle Lauree professionalizzanti che, a valle del lavoro della Cabina di Regia che abbiamo istituito, proveranno a rispondere alle sollecitazioni del mondo dell’impresa. Cosi’ vale anche per le misure sui dottorati innovativi inclusi quelli industriali, per le attivita’ dedicate all’interno del Pnr alle start-up, al proof of concept, alle commesse pubblico-private, al varo del bando per i Cluster Tecnologici nazionali e per le Infrastrutture di ricerca. Del resto convengo con quanto rilevato, sempre nel Rapporto, ovvero che ‘una maggiore consapevolezza dovra’ tradursi in iniziative di formazione di competenze specifiche nella intermediazione fra imprese e centri di ricerca’. In un mondo sempre piu’ basato sulla conoscenza, dalla societa’ all’economia, universita’ e ricerca – come sistema capace di generare conoscenza – sono fondamentali non solo per rimanere al passo con i tempi ma anche, un po’ ambiziosamente, per poterli interpretare e governare”. “Il sistema di formazione e ricerca e’ strategico per il futuro del Paese. E approfitto di questo prestigioso contesto -ha concluso il Ministro- per rinnovare il mio invito a che sia un settore rispetto al quale si possano superare divisioni e semplificazioni del dibattito, per ritrovare – sulla scia di lavori importanti come il Rapporto presentato oggi – occasioni di riflessione comune e scelte di investimento condivise, nell’interesse dell’Italia”.

VIOLANTE: “SHOWROOM SU INNOVAZIONE CHE METTA IN COMUNICAZIONE IMPRESE E RICERCA”

“Oggi le imprese non sanno cosa producono i centri di ricerca e i centri di ricerca non sanno cosa serve alle imprese”, ha detto Luciano Violante, presidente di Italiadecide. “L’obiettivo dell’edizione 2017 e’ di mettere in comunicazione questi due mondi. Da qui l’idea di uno showroom sull’innovazione in cui gli atenei e gli enti di ricerca possano illustrare i loro prodotti alle aziende, che a loro volta possono rivolgere la loro domanda di innovazione ai centri di ricerca. Ne stiamo riflettendo con Confindustria”. Violante ha sottolineato che il Rapporto 2017 ‘Universita’, Ricerca, Crescita’ incrocia perfettamente le tre filosofie di Italiadecide: “Primo: combattere contro l’autodenigrazione e quindi partire dalle cose positive; secondo: puntare sulle sinergie; terzo: portare proposte concrete al decisore”. Il Rapporto presentato oggi, infatti, illustra 10 mosse per rilanciare la crescita. Alla presenza del Capo dello Stato, sul tema sono intervenuti anche: Laura Boldrini, Presidente della Camera; Francesco Profumo, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo; Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca; Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico; Gaetano Manfredi, Presidente della Conferenza dei rettori delle universita’ italiane, e Ruggero Gramatica, Founder & CEO Yewno.