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Il concerto di Harry Styles a Milano, è polemica per i biglietti

concerto di Harry Styles a MilanoROMA – Altro evento, altre polemiche. Anche per il concerto di Harry Styles a Milano – il prossimo 10 novembre – i fan hanno avuto numerose difficoltà nell’acquistare i biglietti.

I ticket erano in vendita da questa mattina su Ticketone ma la scena a cui hanno assistito quanti si erano collegati per acquistarli è stata sempre la stessa. In pochissimi minuti i biglietti sono esauriti. Innanzitutto per la grande richiesta da parte del pubblico. In secondo luogo, perché tanti biglietti sono finiti nel mercato secondario. A prezzi altissimi ovviamente.

Ma andiamo con ordine.

Il concerto di Harry Styles a Milano: cosa è successo su Ticketone

Ore 10. All’orario consueto è stato dato il via alle vendite. Nonostante i recenti provvedimenti attuati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, le difficoltà si sono presentate dai primi momenti. Chi entrava su Ticketone e procedeva all’acquisto è rimasto bloccato nella solita “sala d’attesa”. Una pagina in cui il biglietto selezionato è apparentemente nel carrello ma non è possibile procedere all’acquisto. Tanti gli utenti che imperterriti hanno stazionato sul sito provando e riprovando senza ottenere nulla. Il risultato? Ticketone impazzito.

Il rivenditore ufficiale ha, poi, annunciato dopo pranzo la triste notizia. Su Twitter ha, infatti, scritto: “Info vendita biglietti Harry Styles: data la grande richiesta e la limitatissima disponibilità,i biglietti sono andati esauriti in poco tempo”. Questa la semplice spiegazione.

Il concerto di Harry Styles a Milano: cosa succedeva, intanto, sul mercato secondario

Cosa succedeva, nel frattempo, sul mercato secondario? La risposta è ovvia. Facendosi un giro su vari siti, i biglietti erano disponibili a prezzi esorbitanti: dagli 800/900 ai 5 mila euro. Tante le lamentele dei fan sui social che si sono visti sfuggire l’opportunità di vedere il loro cantante preferito live e che hanno dovuto assistere a quello che ormai sembra un iter inevitabile.

Critiche anche alla scelta della location – l’Alcatraz – ritenuto troppo piccolo per un evento che ha una richiesta enorme. Chissà se le autorità commenteranno l’ennesimo caso di secondary ticketing.