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La notte delle Eta Aquaridi: naso all’insù per le “briciole” della cometa di Halley

stelle cadentiROMA – Appuntamento imperdibile con il cielo nel mese di maggio.
La pioggia annuale di meteore delle Eta Aquaridi raggiungerà oggi il suo picco, nella notte tra il 5 e il 6 maggio, e continuerà a regalare momenti preziosi anche per le prossime serate.
Le Eta Aquaridi non sono fitte come le Perseidi (Lacrime di San Lorenzo) o le Leonidi, ma hanno da sempre affascinato gli osservatori in quanto si ritengono originate dalla Cometa di Halley.
Prendono il nome dalla posizione del loro radiante (il punto dal quale sembrano originarsi le meteore dello sciame), nei pressi della η Aquarii (Eta Aquarii) della costellazione del’Acquario.

COME OSSERVARE LE ETA AQUARIDI

I più fortunati per la pioggia di Eta Aquaridi sono gli abitanti dell’emisfero australe, dove lo sciame regalerà tra le 40 e le 60 meteore l’ora.
Anche in Italia sarà possibile osservare il fenomeno, ma con un’intensità di 10-20 meteore per ora.

Le Eta Aquaridi sono degne di nota per la loro velocità.
Possono sfrecciare attraverso il cielo a 70 km al secondo e hanno una velocità di 240 mila km/h quando raggiungono l’atmosfera terrestre.

eta aquaridi sciame meteore

Abbiamo poco tempo per osservare la pioggia di stelle cadenti.
Il momento migliore è poco prima dell’alba, guardando ad Est verso la costellazione dell’Aquario.
Una delle stelle più luminose della costellazione è Eta Aquarii, e le meteore sembrano provenire da quella regione del cielo: da qui il nome.

LA COMETA DI HALLEY

cometa-halley

La cometa di Halley, uno degli spettacoli celesti più indimenticabili, non ha generato solo le Eta Aquaridi.
Quando la Terra interseca l’orbita della cometa di Halley, i detriti lasciati dal suo passaggio si scontrano con la nostra atmosfera.
Poiché queste “briciole” bruciano, appaiono come striature bianche di luce nel cielo notturno.

La Terra intrinseca per due volte nel giro di un anno l’orbita della Cometa di Halley.
La prima tra aprile e maggio (Eta Aquaridi), la seconda nel mese di ottobre.
In questo caso le stelle cadenti generate prendono il nome di Orionidi dalla costellazione da cui sembrano “piovere” le stelle, ovvero Orione il Cacciatore.

La Cometa di Halley impiega 76 anni per compiere un’orbita intorno al Sole.
L’ultima volta che è stata avvistata era il 1986 e tornerà nel Sistema Solare interno nel 2061.

La Cometa di Halley è stata scoperta nel 1705 da Edmund Halley, ma potrebbe essere stata osservata secoli prima.
Secondo la NASA la cometa è anche protagonista in un arazzo dal 1066 che racconta la battaglia di Hastings.