sport

Il punto sulla Serie A, la Roma accorcia sulla Juve e si porta a meno 7

ROMA – Il Pipita logora chi non ce l’ha. Verrebbe da parafrasare uno dei più consolidati adagi della Prima Repubblica per quantificare l’efficacia del pareggio che, all’ultimo respiro, la Juventus strappa al rabbioso Torino. Perdere qualche punto per strada: Allegri lo aveva ben messo in conto, trovandosi a dover gestire anche il fronte caldo della Champions.

La Roma, dilaniata dalle polemiche, si rialza dopo lo schiaffone derby e controsorpassa il Napoli, sbriciolando un Cagliari che nulla ha più da chiedere al torneo. Dilaga la Lazio, che festeggia il matematico ritorno in Europa. Il giro dei campi nei nostri riassunti.

Il punto sulla Serie A: a tutta Juve

Lo considera un punto guadagnato, altroché. Uomo di mondo e di calcio, Massimiliano Allegri sa che ai puristi li si fa sempre scontenti; allora tanto vale godersi li punticino sfilato ai cugini granata proprio al fotofinish. Con la Champions che incombe, con la possibilità di fare la Storia, appare un esercizio che il tecnico toscano proprio non vuol fare. Passi lo stop in casa dopo trentadue vittorie, passi per le polemiche arbitrali a cui i bianconeri non badano ormai più: se in due giornate superi indenne Bergamo e i granata, con la possibilità di vincere (basta il pareggio) matematicamente lo scudetto a casa del rivale numero uno, dopo aver giocato la semifinale Champions in casa e con due gol di vantaggio, forse l’unica cosa che è rimasta da volere di più dalla vita è un lucano, che l’amaro ce l’hanno in bocca gli altri.

Il punto sulla Serie A: Roma, nervi tesi 

Vincere, provare a buttarsi alle spalle il tonfo nel derby, difendere la seconda piazza, rasserenare l’ambiente. La prima si, la seconda forse, la terza ancora si, la quarta anche no. Eccola la Roma e il suo eterno vivere paradossalmente: in un turno in cui accorcia sulla Juve a -7, con la possibilità di andare a giocarsi la gara con i bianconeri il prossimo turno e magari portarsi a -4, regalando un po’ di pepe alla volata scudetto, nonostante aver passeggiato (con merito) sul più brutto Milan della stagione, la scena è rapita dalle polemiche dichiarazioni di Spalletti che addirittura, tornasse indietro. “non allenerebbe mai la Roma”. Apriti cielo: in più c’è chi parla di “schiaffo a Totti”, a cui il toscano ha impedito l’ingresso in campo a cinque dalla fine, negandogli una standing ovation alla Scala del calcio. Povero Luciano, che tristezza quando ad un allenatore si rimprovera di fare l’allenatore.

Il punto sulla Serie A: Lazio bentornata in Europa

Fa festa la Lazio, e che festa. Spettacolare la gara disputata al cospetto di una malcapitata Sampdoria. Sette reti, giocate di valore cristallino, una macchina del gol formata da Immobile e Keita. Ma non solo loro: dal portiere fatto in casa, Strakosha, al talentuoso Milinkovic-Savic, alla vecchia guardia composta da Lulic e Biglia su tutti. In difesa poi, crescono certezze intorno a de Vrij. È un gruppo solido quello che mette la firma sul pass europeo riconquistato dai biancazzurri dopo un anno di lontananza. Sotto a tutto c’è la mano di Simone Inzaghi, arrivato tra scetticismo e sordina, fate voi, ed ora salutato come tecnico emergente. Oltre all’Europa League c’è la finale di Coppa Italia da giocare, possibilmente da vincere. Altro da dire non c’è, anzi, forse si: chapeau.