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Alien: Covenant, Ridley Scott reinventa la filosofia del terrore

ROMA – La filosofia di Prometheus incontra il terrore claustrofobico di Alien.
Questo è Alien: Covenant, nuovo capitolo dell’universo creato da Ridley Scott che aggiunge un importante tassello nella saga dell’alieno xenomorfo.
Se Prometheus aveva deluso le aspettative dei “puristi” del genere, la nuova fatica del regista riporta l’attenzione sull’elemento centrale dell’opera intera: la paura.

Alien: Covenant – Sinossi
(In sala dall’11 maggio)

Alien: covenant“Lo senti… il niente. Niente uccelli, niente animali. Niente”

Impostato come secondo capitolo di una trilogia prequel che ha avuto inizio con “Prometheus”, “Alien: Covenant” si collega direttamente al cult del 1979 di Ridley Scott.

10 anni dopo la distruzione della Prometheus, l’astronave colonia Covenant è diretta verso un remoto pianeta sul lato più lontano della galassia.
Ma durante il lungo tragitto l’equipaggio, formato da coppie, capta un segnale “umano” proveniente da un altro pianeta.
Continuare il viaggio prestabilito per altri 7 anni o tentare di colonizzare il nuovo mondo a sole due settimane di distanza?

La scelta è ovvia.
Atterrato sul pianeta, l’equipaggio scoprirà a proprie spese che quello che sembra essere un paradiso inesplorato, in realtà è un oscuro mondo pericoloso, il cui unico abitante è il “sintetico” David, superstite della spedizione Prometheus.

Cosa è accaduto su quel pianeta? E che cosa sta decimando l’equipaggio?

Alien: Covenant – Cast e regia

Proprio come il vino, Michael Fassbender più invecchia più si fa buono.
Una prova colossole in Alien: Covenant, dove l’attore interpreta un doppio ruolo speculare: l’androide David (personaggio che riprende da Prometheus) e il modello successivo Walter, creato ancora dalla Weyland Corporation.
Freddo, distaccato, ma “umanamente” diverso per entrambi i ruoli.

Molto bene anche le performance dei “nuovi”, in particolare di Katherine Waterston, che porta sulle spalle la pesante eredità di Sigourney Weaver.
Per quanto riguarda la regia…
Andiamo, è Ridley Scott!

Il regista si conferma maestro nel guidare lo spettatore nei meandri più oscuri della paura, senza fare troppo affidamento sugli effetti speciali (che in Alien: Covenant, comunque, abbondano).

Oltre ai già citati Michael Fassbender e Katherine Waterston, torna Noomi Rapace con una breve apparizione nel ruolo della Dr. Elizabeth Shaw di Prometheus. Guy Pearce è ancora Peter Weyland, miliardario fondatore della Weyland Corporation, morto prima della distruzione della Prometheus.

Completano il cast, Billy Crudup, Danny McBride, Demián Bichir, Carmen Ejogo, Amy Seimetz. E ancora, Jussie Smollett, Callie Hernandez, Nathaniel Dean, Alexander England, Benjamin Rigby.

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Alien: Covenant – La saga continua

Un ritorno, dunque, in grande stile.

Alien: Covenant riporta lo spettatore alle origini di Alien, dove la paura e il terrore erano i veri protagonisti.
Senza dimenticare, però, il concetto filosofico aperto con Prometheus.
Uomo, Dio, creazione, esistenza stessa sono i temi avanzati anche nel suo sequel, sebbene siano stati trattati in modo arbitrario e superficiale, salvo poche eccezioni.
Inzeccare una saga come Alien di concetti così “umani” non è sbagliato, ma avrebbe meritato un approfondimento in più, che qui è mancato.
Ad esempio, ancora una volta compaiono gli Ingegneri ma il loro ruolo di “creatori” non viene esplorato.

Per i nostalgici, Alien: Covenant, comunque, sarà un ritorno al passato.

Abbiamo davanti il secondo capitolo di una trilogia prequel di Alien, il cui finale funge da trampolino per quello che sarà l’anello di congiunzione di tutta la saga.