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A Firenze consegnata la Carta della ‘Generazione Erasmus’

Firenze – Consegnata stamattina la Carta della Generazione Erasmus. A riceverla, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Politiche e agli Affari Europei Sandro Gozi. La consegna e’ avvenuta in occasione della conferenza ‘Erasmus+ e il futuro dell’Europa’ che si e’ tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. La conferenza ha sancito la giornata conclusiva delle celebrazioni per il trentesimo compleanno della misura per la mobilita’ studentesca europea, organizzate dalle agenzie nazionali Erasmus+ Indire, Ang e Inapp nell’ambito del festival d’Europa che si tiene nel capoluogo toscano. Un momento per fare un bilancio del programma di mobilita’, ma anche per rilanciarlo ed ampliarlo, nella prospettiva della creazione di una nuova identita’ europea che parta da Erasmus per superare la crisi che l’Unione sta attraversando negli ultimi anni.

“Lo scorso 24 febbraio 200 persone, tra studenti ed ex studenti con esperienza di mobilita’ internazionale, si sono riuniti in Campidoglio a Roma in occasione degli Stati Generali dell’Erasmus per il ‘Primo Consiglio italiano della Generazione Erasmus’- dichiara il presidente della fondazione garagErasmus Francesco Cappe’-. Si sono divisi in quattro gruppi di lavoro ed e’ stata avviata parallelamente una discussione su garagErasmus online. Ne e’ venuta fuori la Carta di Erasmus che oggi consegneremo allo Stato italiano. Tra le esigenze piu’ sentite- racconta Cappe’- l’inserimento dell’insegnamento dell’educazione europea e della storia contemporanea nelle scuole, oltre alla proposta di allargare il piu’ possibile l’esperienza di Erasmus”. 9 milioni di persone partite nell’ambito di Erasmus, di cui 4 milioni provenienti dalle universita’, 400.000 italiani coinvolti, per un Paese, l’Italia, quarto nella classifica dei soggetti in partenza e quinto in quella delle mete piu’ scelte dagli stranieri. Queste le cifre enumerate da Flaminio Galli, direttore di Indire che definisce Erasmus come “il programma di maggior successo dell’Ue”.

La misura a favore della mobilita’ “rafforza le identita’- sottolinea Galli-, crea utili reti di relazioni tra persone, istituzioni e imprese e, soprattutto, si e’ dimostrato negli anni un imprescindibile contributo per la creazione di una comune identita’ europea. Questa carta e’ un documento di grande valore politico, mentre dal punto di vista simbolico e’ stata fondamentale la creazione dell’Orchestra Erasmus, che portera’ in giro per l’Europa i valori della pace e dell’unita’”. Dopo la consegna ufficiale della Carta che per Fedeli “testimonia l’impegno di una generazione che chiede che Erasmus diventi punto strutturale della formazione europea”, i 40 elementi dell’Orchestra Erasmus si sono esibiti in un concerto che si e’ aperto con l’Inno di Mameli per chiudersi con l’Inno alla Gioia.

La conferenza e’ proseguita con una tavola rotonda in cui la rappresentante della Commissione Europea in Italia Beatrice Covassi ha dialogato tra gli altri con la parlamentare europea Silvia Costa ed il sottosegretario Bobba, ascoltando le testimonianze di alcuni dei ‘pionieri’ e dei testimonial Erasmus. “Quando sono partito per l’Erasmus mi sono ritrovato per la prima volta da solo, mi sono confrontato con i miei coetanei europei ma soprattutto con me stesso- racconta il velista olimpionico e ingegnere aerospaziale Vittorio Bissaro-. Nel mio caso mi ha aiutato a capire che lo studio era solo una piccola parte della mia vita e che lo sport sarebbe stato il mio futuro. Se non fossi andato via da casa forse non l’avrei capito”. “Io ho fatto l’Erasmus a Sciences Po, dove hanno studiato molti dei presidenti francesi, tra cui anche Macron- racconta a diregiovani.it la giornalista e blogger Giulia Innocenzi-. Consiglio a tutti i ragazzi di fare questa esperienza anche perche’ fornisce strumenti utili per cercare un lavoro in futuro”.