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Giornata conclusiva per le celebrazioni del trentesimo compleanno del programma Erasmus

Firenze – Giornata conclusiva per le celebrazioni del trentesimo compleanno del programma Erasmus. Giornata che si è aperta con la conferenza ‘Erasmus+ e il futuro dell’Europa’ nel corso della quale è avvenuta la consegna della Carta della Generazione Erasmus.

Un giorno di discussione, proposta ma soprattutto di festa, non solo per i 9 milioni di studenti che hanno partecipato in questi trent’anni al programma di mobilità, ma per l’Europa intera. Un giorno di bilanci e riflessioni finalizzate a rilanciare ed ampliare Erasmus, a fare progetti per il futuro per rendere la sua proposta sempre più ricca.

Fondi che andrebbero rafforzati anche per andare incontro alle proposte che gli studenti hanno avanzato nel corso degli Stati Generali della Generazione Erasmus e con la Carta, richiedendo l’implementazione di programmi di scambio che includano le scuole, le famiglie e le imprese. Orizzonti che i pionieri e i testimonial di Erasmus hanno conquistato abbattendo confini e barriere con il confronto e lo scambio. Azzerare i confini anche attraverso la musica, come dimostra l’Orchestra Erasmus, grande protagonista dei festeggiamenti.

Il programma è proseguito nel pomeriggio in piazza Santissima Annunziata con i racconti dei giovani protagonisti della mobilità Erasmus+: l’Erasmus del liceo, la mobilità per la formazione professionale, il servizio di volontariato europeo e le esperienze oltre l’Europa. Poi è stata la volta dei bandierai degli Uffizi e del flashmob ‘Erasmus+ cuore dell’Europa’, un grande cuore blu ha colorato la piazza per celebrare, oltre i 30 anni del programma di mobilità europeo, anche lo Europe day. E di blu, colore dell’Unione europea, era illuminato il ponte vecchio, Firenze per una notte cuore del vecchio continente.

La tre giorni, iniziata sotto il segno della musica, si è conclusa con il concerto degli street clerks e di Sergio Sylvestre, la piazza piena di ragazzi che ballavano e si divertivano è uno dei messaggi più belli, simbolo di una generazione che non ha paura ad incontrarsi e confrontarsi con qualcuno apparentemente diverso da loro, ma che poi in fondo tanto diverso non lo è.